L’Ata Battisti perde e ora si fa durissima

Tennis. Nei singolari della Serie A1 un duplice (inatteso) ko


di Alberto Giovannini


ROVERETO. Quello che non ti aspetti. L’Ata Battisti perde i due punti più attesi ed ora si fa durissima per i trentini, con i singolari di oggi in cui partono sfavoriti sia Ghedin con Volandri che Grigelis con Trusendi. Cadono clamorosamente Galvani e Stoppini, quest’ultimo in particolare visto che conduceva 5-1 e servizio con Giorgini prima di subire qualcosa come sei break di fila che significano dodici games a zero. Non si era mai visto, un match inspiegabile che ha visto Andrea giocare da fenomeno per un quarto d’ora (5-1) e poi spegnersi improvvisamente, perdere totalmente il servizio e la fiducia in quei colpi così difficili che solo lui sa eseguire con quel grande anticipo quando è in forma. Peccato, e vien da pensare che forse il rivano ha “sentito” troppo la responsabilità di recuperare lo smacco iniziale del punto perso da Galvani con Marrai. E’ durato un’ora e 38 minuti il primo incontro della finale di A1, con il padovano dell’Ata – favoritissimo sul veloce – che ha fatto la partita ma ha anche sbagliato molto più del toscano. E’ stata sua la prima opportunità, quando ha piazzato il break nel quinto gioco, ma lo ha subito restituito, ed è stato lì che Marrai ha iniziato a tessere la tela, alternando il topspin a deliziosi back di rovescio che hanno tolto ritmo a Galvani. “Facevo fatica a spingere”, ha ammesso il padovano, che sotto 4-3 ha dovuto annullare una palla break, ma poi ne ha avute due lui nel game successivo, entrambe annullate da Marrai che poi, sul 5-4 a favore alla seconda opportunità ha chiuso sul 6- 4 dopo 46 minuti di gioco. “L’ho costretto a rischiare qualcosa in più – ha spiegato il toscano – E’ stata questa la chiave, perché lui gioca molto meglio di me sul veloce”. Anche nel secondo set il match è vissuto su fasi alterne, tanto è vero che a fine partita sono state 20 – 10 a testa – le palle break non concretizzate. Marrai ne ha sprecata una sull’uno pari e ben cinque sul 3-2 a favore, ma il game dopo è stato Galvani a bruciarne altrettante. Poi, sul 5-4 per Marrai, con tre gran risposte di rovescio il toscano si è procurato altre due opportunità, chiudendo sul 6-4 alla seconda palla utile. Aveva perso un solo match Galvani quest’anno in serie A1, ed era successo contro Fago del Parioli, quando all’Ata bastavano due soli punti per mantenere la vetta nel girone. “Ci sono state alcune decisioni arbitrali che hanno scaldato l’ambiente – ha affermato Galvani a fine gara – Questo era un match importante, ma abbiamo ancora possibilità di aggiudicarci il titolo. Questa è una superficie molto diversa da quella di Trento, il rimbalzo è molto più basso, ma in ogni caso Marrai ha giocato davvero bene oggi”. Sulle decisioni arbitrali è inutile accanirsi. Tantomeno sul veloce, dove è comprensibile qualche errore, visto che la palla non lascia il segno. E comunque si è visto di peggio in altri match. Deluso Galvani, è raggiante invece Marrai, che non è proprio uno specialista dei terreni rapidi. “Con Stefano è fondamentale non dare ritmo, perché questi campi sono il suo pane – ha spiegato il toscano a fine gara – Io il veloce non l’ho mai accettato mentalmente, ma un po’ alla volta mi ci sto abituando. Quella di ieri è stata la settima vittoria da inizio campionato, dove le uniche sconfitte le ha subite da Galvani e Starace, entrambe in tre set. Oggi, sul due a zero per i toscani, si riprende con gli ultimi due singolari. Quello fra Volandri e Ghedin, e quello fra il lituano Grigelis e Trusendi. Poi, se il Tc Italia non va quattro a zero, decideranno i doppi.

Ata Battisti – Tc Italia 0-2 (Marrai b. Galvani 6-4 6-4, Giorgini b. Stoppini 7-5 6-0).













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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle