Diego Mosna e le verità di Ferragosto
Kaziyski, Birarelli, i nuovi soci, Stoytchev e la Nazionale: il presidente a tutto campo
TRENTO. Quello di Trentino Volley sarà un Ferragosto da campioni d’Italia: sestetto rivoluzionato ma a posto già da qualche settimana, raduno fissato per il 31 agosto, quando però coach Stoytchev avrà a disposizione appena quattro effettivi, complici gli impegni degli altri giocatori gialloblù con le rispettive Nazionali.
Ma la società campione d’Italia fa notizia anche lontano dal mondoflex di via Fersina: pochi giorni fa c’è stata l’ufficializzazione del “secondo addio” di Matey Kaziyski, che il nostro Nicola Baldo aveva anticipato ai lettori del Trentino praticamente 5 minuti dopo la conquista del quarto scudetto; pochi giorni prima il presidente aveva gettato benzina sul fuoco delle polemiche seguite alle dimissioni del ct azzurro Berruto, sostituito dal vice Blengini, dichiarando che il candidato ideale per la panchina dell’Italvolley sarebbe Stoytchev... Insomma, Ferragosto o non Ferragosto, i tempi per un’intervista al numero uno di Trentino Volley ci sembravano maturi.
Presidente, come non cominciare dall'addio di Kaziyski...
Sapevamo da tempo che Matey si sarebbe trasferito in Giappone, da dove gli era giunta un’offerta che non avremmo potuto fargli. In più, erano anni che Kaziyski voleva fare un’esperienza in Oriente. Rimane il nostro giocatore più importante, ha scritto la nostra storia, ci dispiace enormemente.
Sarà la sua prima stagione lontano dalla “chioccia” Stoytchev. Il sodalizio, del resto, si era già rotto da qualche mese: Radostin lo aveva sgridato platealmente per qualche passaggio a vuoto nelle partite chiave della stagione.
Radostin pretende il massimo proprio da chi sente più vicino, è molto duro, ma a siparietti come quelli avevamo già assistito in passato. Credo che l’addio di Matey dispiaccia anche a lui.
Rinunciare a Birarelli non è un azzardo?
Anche nel suo caso abbiamo deciso di non partecipare all'asta. Perugia gli ha offerto una cifra del 30-50% superiore alla nostra, abbiamo preferito non impuntarci. Ovviamente, a me dispiace, perché anche lui è un giocatore storico, rappresentativo, serio. Anche alla luce di quello che è successo nel ritiro brasiliano della Nazionale, mi sembrano valori importantissimi.
Quando arrivò per i playoff, Djuric sembrava un giocatore irraggiungibile, per le casse di Trentino Volley. Si disse che avrebbe giocato praticamente gratis le partite contro Molfetta, Perugia e Modena. Invece è rimasto a Trento: cos’è cambiato, nelle vostre casse?
Dopo la Corea, la sua stagione si era conclusa, Mitar voleva giocare qualche incontro ad un livello che gli mancava. Dopo l’esperienza orientale, gli premeva rientrare nel grande giro ed ha accettato di guadagnare meno. Diciamo pure che in Corea non si era trovato bene.
Il suo ingaggio lo hanno pagato i nuovi soci di Trentino Volley?
No, anche perché Djuric ha accettato una cifra enormemente inferiore a quella che percepiva in Corea.
Ma qual è la portata dell'operazione degli “Amici del volley”?
Quando si concretizzerà, glielo comunicheremo: entreranno in settembre, è una situazione in divenire, il numero di nuovi soci sarebbe per fortuna addirittura aumentato. È un aiuto importante in un momento difficile, che vede la società priva di un grande sponsor. Con l’aiuto dei nuovi soci possiamo sostenere una squadra di questa portata, senza non ci sarebbe possibile. Eppoi io non sono mica eterno.
Be’, saranno quei baffi da personaggio biblico, ma noi il sospetto che possa essere immortale ce l’abbiamo...
La ringrazio per il pensiero, spero proprio che sia vero.
Dopo il brutto episodio di Energy T.I. Group, il main sponsor non ci sarà nemmeno quest’anno?
Io mi auguro proprio di sì, ma non abbiamo ancora definito.
Dopo le tensioni dello scorso precampionato e l’inatteso successo tricolore, i dissapori con la Provincia si sono appianati?
Stiamo negoziando con Trentino Marketing, cercando di migliorare: la Champions League ha una portata superiore alla Coppa Cev...
Un giudizio sulla prossima SuperLega: campionato delle quattro sorelle?
Macché, Verona è fortissima, io ne vedo almeno cinque di sorelle, anzi, sei. Dopo tanti rumors, il campionato si è rafforzato per l’ennesima volta.
Radostin Stoytchev sarà il prossimo allenatore della Nazionale?
Su questo tema non dirò una parola in più, non voglio ferire nessuno: ho solo riferito quello che avevo detto al presidente Magri un anno fa, quando Stoytchev mi sembrava il candidato ideale.
Accetterebbe che Stoytchev allenasse la Nazionale italiana con il doppio incarico?
Assolutamente no, dovrebbe rinunciare alla squadra di club.
Twitter: @mauridigiangiac
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