Canalone Miramonti vietato ai norvegesi per volontà della Fisi
Kristoffersen e C. volevano provare la pista assieme agli azzurri, l’intervento dell’allenatore Carca glielo ha impedito
TRENTO. Per qualche giorno il vincitore dell'ultimo slalom speciale di Coppa del Mondo di Val d’Isere Henrik Kristoffersen e i suoi compagni di squadra del Norway Ski Team – tra cui l'emergente Foss-Solevaag, secondo nella prima manche dello slalom francese di domenica scorsa – saranno in Paganella per preparare i prossimi appuntamenti del massimo circuito internazionale, che per gli specialisti delle discipline tecniche farà tappa prima in Alta Badia e poi a Madonna di Campiglio, teatro il 22 dicembre della mitica 3Tre.
Prima di raggiungere l’altopiano della Paganella, però, i norvegesi speravano di potersi testare sul pendio del Canalone Miramonti, come fatto dagli azzurri nella giornata di lunedì, facendo leva sulla partnership con il Trentino, base d’allenamento europea prima della Nazionale americana e, da alcuni anni a questa parte, di quella scandinava di Aksel Lund Svindal e compagni. Questa possibilità, però, è stata negata tanto a Kristoffersen quanto a Ligety, che pure si sarebbe misurato di buon grado sul ripido del Miramonti. L’accesso è stato loro bloccato da una presa di posizione dal capo degli allenatori dell'Italscì Massimo Carca, intenzionato a sfruttare al meglio la possibilità offerta dal comitato organizzatore campigliano.
È bene però riavvolgere il nastro e approfondire la questione: una volta terminato il weekend di Coppa del Mondo di Val d’Isere, i tecnici della Fis si sono spostati a Campiglio per un sopralluogo sul tracciato di gara che, a partire da ieri, è stato sottoposto e sarà sottoposto alle tradizionali e necessarie operazioni di barratura in vista dell’atteso appuntamento del 22 dicembre. Gli organizzatori, prima di iniziare ad allestire la pista, hanno quindi offerto agli azzurri, in accordo con la Fisi, la possibilità di sostenere una breve sessione d’allenamento sul Miramonti nella giornata di lunedì. Sessione che sembrava poter essere aperta anche a Ligety e ai norvegesi, in nome della partnership con il Trentino e la Paganella e dell’aspetto promozionale che ne consegue.
La decisione non è però piaciuta a Carca che, in un certo senso anche legittimamente, si è opposto a tale soluzione, rivendicando la prerogativa solamente per i propri atleti, in nome di un piccolo vantaggio da poter sfruttare in ottica gara. A tal proposito, va fatto presente che, in passato, più di una volta gli azzurri erano stati vittima di situazioni di questo tipo. Ne è nato un confronto anche con il direttore sportivo della Nazionale Massimo Rinaldi, nonché con il comitato organizzatore della 3-Tre presieduto da Lorenzo Conci. Confronto che ha portato a una mediazione e all’apertura nei confronti di Norvegia e Stati Uniti (si parlava anche di qualche atleta francese), offrendo l’opportunità di un test sul Miramonti a due sciatori per ogni nazione. Norvegesi e americani, a quel punto, hanno risposto a loro volta picche, rinunciando alla possibilità di allenarsi sul pendio della gara campigliana e rimandando la questione al 22 dicembre prossimo. Kristoffersen, Solevaag e gli atleti specialisti delle discipline tecniche del team norvegese, intanto, hanno raggiunto ieri sera l’altopiano della Paganella, dove da oggi a sabato si alleneranno proprio per preparare la due giorni dell’Alta Badia (slalom gigante il 20 dicembre e parallelo il 21 dicembre) e la 3Tre di Madonna di Campiglio, con gli azzurri attesi protagonisti e gli scandinavi pronti a presentarsi al cancelletto di partenza con una motivazione in più e a confermare quanto di buono fatto vedere di recente sulle nevi francesi di Val d’Isere. (l.f.)
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