Burgsthaler: «La sfida con Modena è sempre tanta roba»
Il centrale è tornato a giocare in Coppa Cev: «Con Ravenna conta il risultato, il nostro pensiero è già alla semifinale»
TRENTO. Dal mazzo della Diatec Trentino, in questo momento, è il due di coppe la carta estratta con maggior facilità. Due come le coppe, appunto, che sono in cima alla lista dei pensieri degli uomini di Angelo Lorenzetti. Perché inevitabilmente archiviato il passaggio del turno in Coppa Cev, con ovviamente una “parentesi” sabato sera per il match di SuperLega contro Ravenna, nella testa di Lanza e compagni il pensiero della Coppa Italia è bello vivo.
«La sconfitta di Perugia è stata una bella bastonata – racconta Matteo Burgsthaler, centrale trentino della Diatec – anche perché in questo periodo credo sia inevitabile che la Coppa Italia assorba energie, fisiche e mentali. Sì, ci stiamo pensando: sia contro i finlandesi mercoledì sera che contro Ravenna l’importante sarà solamente il risultato. Vincere e basta, in qualunque modo. Perché, senza ovviamente nulla togliere a queste due gare, che prepariamo ed affrontiamo al meglio, la semifinale di Bologna contro Modena per quello che significa e per l’eventuale finale che ci può dare, è davvero “tanta roba”. È un nostro obiettivo, un evento al quale vogliamo arrivare preparati al massimo».
Così come lo è anche la stessa Coppa Cev, dove a fine mese si tornerà nuovamente in Finlandia per affrontare nei quarti di finale il Vastapala. «Certo che la Coppa Cev la sentiamo come un obiettivo – ribatte il “Muro di Villazzano”, all’esordio stagionale di fatto nel match di mercoledì sera - perché sarebbe la prima nella storia di questo club, ci interessa e non giochiamo solamente per partecipare. Adesso tornare in Finlandia vuol dire avere davanti un turno non impossibile, vediamo di affrontarlo al meglio e se sarà ancora possibile fare un po’ di turnover. Dopo Piacenza? Non è un problema, chiaro sia una squadra molto fastidiosa, ma noi crediamo molto nel nostro potenziale».
Un Burgsthaler che, dopo un lungo periodo passato a guardare, è ora tornato protagonista in campo. «Fortunatamente la mattina della partita Solè accusava un po’ di malesseri influenzali, così ho potuto giocare io – prosegue Burgsthaler – Scherzi a parte, questo è lo sport che amo e poter giocare per me è sempre qualcosa di speciale. Poi poterlo fare qui, al PalaTrento, a casa mia, ha sempre un sapore ancora più particolare. Se finora ho giocato poco vuol dire che tutti gli altri tre giocatori nel mio ruolo stavano bene e giocavano bene, che non c’è stato bisogno di me: se sono qui non è per giocare dieci o cento partite, ma per farmi trovare pronto quando c’è la necessità. Non sono soddisfattissimo della mia prova... ho faticato in battuta, a muro me la sono cavata e in attacco così così... Dai, un 6- forse l’ho portato a casa. Poi abbiamo vinto ed alla fine è quello l'importante».
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