Nuove imprese la Provincia riduce gli aiuti per l’affitto

Boom di richieste di finanziamento per 20 milioni: la metà per le locazioni. Olivi: «Evitiamo di drogare il mercato»


di Chiara Bert


TRENTO. Investimenti per 20 milioni di euro. Sono 218 le domande di finanziamento di nuove imprese arrivate a Trentino Sviluppo dopo che la Provincia ha introdotto nuovi criteri: non più rimborsi delle spese a pié di lista, ma contributi in anticipo per aiutare chi si lancia in un progetto imprenditoriale. È stato un vero e proprio boom, soprattutto nelle ultime settimane dell’anno, prima della chiusura dei termini, il 31 dicembre.

E in questo risultato - che lo stesso assessore provinciale allo sviluppo economico Alessandro Olivi definisce «eclatante» - colpisce un dato: quasi la metà dei 20 milioni di investimenti (poco meno di 9 milioni) riguarda spese per gli affitti, una delle voci che la Provincia ha ammesso a contributo. In Piazza Dante - dov’è ora in corso l’istruttoria delle domande - i dati sono stati letti in modo duplice: da un lato come un positivo segnale di vitalità dell’economia trentina, dall’altra è però scattato un campanello d’allarme per l’altissima incidenza delle spese di affitto dei neoimprenditori. Alte, troppo per non correre il rischio di un effetto distorto dei contributi provinciali. Ed è per questo che la Provincia è pronta a cambiare rotta.

Il rischio lo ha denunciato ieri sul Trentino il consigliere provinciale del Movimento 5 Stelle Filippo Degasperi, che sul tema ha presentato due interrogazioni (una a luglio 2015 e una nei giorni scorsi). L’assessore Olivi ammette che il problema esiste: «La finanza pubblica non deve drogare il mercato immobiliare e di fronte a certi numeri è evidente il pericolo che ci sia chi approfitta del contributo pubblico per alzare ancora di più i canoni di affitto degli immobili. Noi dobbiamo scoraggiare questi abusi».

I termini per presentare le domande si sono chiusi al 31 dicembre 2015 e si riapriranno nel mese di marzo, ma con criteri nuovi. «Vogliamo che l’aiuto sia più selettivo e vada a premiare davvero i nuovi imprenditori e non per esempio chi ha già altre iniziative imprenditoriali alle spalle», spiega l’assessore. Tra le novità in arrivo ci sarà un tetto alla spesa di affitto finanziabile e il contributo scenderà dall’attuale 50% a una percentuale più bassa (tra il 20% e il 30%).

Oggi la spesa massima ammissibile è di 100 mila euro e il contributo provinciale può arrivare fino al 50%, per cui la stima di spesa per Piazza Dante per il 2015 sarà di circa 10 milioni. «Per chi ha già presentato la domanda saranno validi i vecchi criteri», assicura Olivi rispondendo a una delle obiezioni di Degasperi. «Ma per il futuro occorre ritarare gli strumenti, serve più selettività non per ridurre gli aiuti ma per indirizzarli meglio, a vantaggio dei nuovi imprenditori e a scapito di chi approfitta solo per poter incassare contributi pubblici».

La revisione degli aiuti - che la giunta metterà a punto entro il mese di febbraio - ridurrà dunque il peso della locazione e punterà a privilegiare altri tipi di spesa (per le attrezzature, per le consulenze e i costi energetici) che le nuove imprese devono sostenere in fase di avvio. E la Provincia si è data anche un altro obiettivo: quello di utilizzare di più, anche in questo caso, i fondi europei.

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