festival dell’economia

Giorgetti: «Paghiamo danni di guerra, sia l’Europa a coprire il debito»

Il ministro dello sviluppo economico: «Il salario minimo non deve essere un tabù. Il cuneo fiscale potrebbe tornare di attualità»



TRENTO. L'Italia ha due problemi: la dipendenza dai mercati dell'energia e l'altro è il debito pubblico. La spietta che si chiama spread è sensibile alla politica di bilancio che si fa. Una politica troppo rilassata apre la coperta corta sul tema debito. I costi che stiamo pagando sono danni di guerra. E quindi i danni si pagano con debiti di guerra. L’Europa, come ha fatto con il Pnrr, così deve fare con l'enorme costo per la battaglia che stiamo facendo. Si deve pagare con un debito comune europeo".. Lo ha detto il ministro dello sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti, nel corso di una iniziativa nell'ambito del Festival dell'Economia.

A proposito delle comunicazioni che il presidente del Consiglio farà alle Camere il 21 giugno prima del vertice europeo che riguarderà ancora una volta la guerra in Ucraina, ha aggiunto: "Cosa faranno Lega e 5 Stelle bisogna chiedere a Salvini e Conte. Credo che sia un passaggio rischioso ma il presidente Draghi persegue l'obiettivo della pace. Non so cosa proporrà il premier ma il parlamento è sovrano e quindi se non la pensa come il premier bisognerà trarre le conseguenze".

Sul fisco: "Resta il tema del potere di acquisto e non si può mettere in carico alle aziende un ulteriore costo. Il tema del cuneo fiscale, sollecitato dal presidente di Confindustria che non è mai riuscito a passare, ora potrebbe tornare di attualità".

Poi il salario minimo, che “non deve essere un tabù ma bisogna vedere come si fa. La priorità è il recupero del potere di acquisto. Che i salari in Italia sono bassi è oggettivo".













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