POLITICA

Il Pd si spacca in due e dice "no" al Rossi-bis

L'assemblea di ieri sera (16 agosto) ha bocciato la relazione del segretario Giuliano Muzio che aveva proposto la riconferma del governatore uscente in nome della tenuta della coalizione e dell'alleanza con il Patt. 

Le reazioni: Rossi su twitter: «Coalizione di centro sinistra affossata» - Paolo Ghezzi:  «Dialogo anche con l'area dei civici contro la Lega»

TRENTO. Il voto dell'assemblea è arrivato pochi minuti dopo la mezzanotte, al termine di un confronto teso andato avanti per oltre tre ore e mezza. Per il Rossi-bis si sono espressi favorevoli in 22, contro in 25. 

A dire no l'assessora Sara Ferrari, il capogruppo Alessio Manica e l'ex vicepresidente della Provincia Roberto Pinter. A favore di Rossi gli assessori Alessandro Olivi e Luca Zeni, la consigliera Lucia Maestri, Luigi Olivieri, l'ex segretario Italo Gilmozzi. Divisi i renziani. L'ex deputato Michele Nicoletti è intervenuto a favore del dialogo con i civici.

A prevalere è stato il no al governatore e il sì all'apertura ai civici e all'assessore Carlo Daldoss, che pochi giorni fa si è dimesso dalla giunta per guidare un nuovo polo civico. 

Il Pd esce spaccato e messo all'angolo, e da oggi senza più un segretario viste le scontate dimissioni di Muzio: da statuto ci sono 15 giorni per eleggerne uno nuovo. Si tratterà ora di capire cosa significherà il no a Rossi per le future scelte dei Dem e se gli abboccamenti tra Daldoss e il giornalista Paolo Ghezzi, con cui è schierata una parte della base e della dirigenza Pd, avranno un seguito. Oggi pomeriggio la parola passa al parlamentino Upt dal quale potrebbe uscire un voto a favore dell'alleanza con i civici e di Daldoss presidente.