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Area sciabile “Pradis-ci” di Bedollo, i dubbi di Degasperi: «Costi in crescita e rischi per la sicurezza dei residenti»

Il consigliere provinciale chiede chiarezza sul progetto di ampliamento parlando di costi in aumento, espropri, criticità ambientali e potenziali pericoli per le abitazioni vicine tra i punti sollevati



BEDOLLO. Dubbi crescenti sull’ampliamento dell’area sciabile Pradis-ci nel Comune di Bedollo. A riaccendere i riflettori sul progetto è il consigliere provinciale Filippo Degasperi, che con una nuova interrogazione alla Giunta chiede chiarimenti su costi, sostenibilità economica, sicurezza dei residenti e impatto ambientale.

Degasperi ricorda che il tema era già stato oggetto di una precedente interrogazione rimasta senza risposta, e segnala come nel frattempo siano emersi ulteriori elementi di criticità. In primo luogo, i costi: se da un lato il sindaco di Bedollo aveva parlato pubblicamente di un investimento da 500 mila euro, l’accordo firmato con Provincia e Trentino Sviluppo ne prevederebbe già 681 mila. Ma il dato più preoccupante sarebbe emerso durante un incontro con i proprietari dei terreni da espropriare, dove un rappresentante di Trentino Sviluppo avrebbe citato un costo superiore al milione di euro.

Degasperi si chiede come un Comune che ha più volte segnalato difficoltà economiche possa sostenere le spese per la manutenzione ordinaria e straordinaria dell’impianto, incluse le revisioni obbligatorie della sciovia.

Non mancano poi i rilievi di natura tecnica e ambientale. La planimetria del progetto evidenzia la stretta prossimità della nuova pista da sci ad abitazioni e a una pista ciclabile. Durante la scorsa stagione invernale, denuncia Degasperi, la neve artificiale sciolta ha provocato la formazione di lastre di ghiaccio proprio sulla ciclabile, aumentando il rischio di incidenti.

Il consigliere chiede inoltre se la Provincia sia a conoscenza dell’eventuale utilizzo di additivi chimici per la produzione della neve, sottolineando le potenziali ricadute sull’ambiente e la salute dei residenti.

Infine, Degasperi solleva la questione degli espropri: l’accordo prevede infatti che entro il 31 dicembre 2024 il Comune debba acquisire, anche forzatamente, i diritti necessari per il riposizionamento del tappeto di risalita. Ma resta da capire se tale procedura sia stata effettivamente avviata e conclusa nei tempi previsti.













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