Montagna

Dalle piste alle alte vette: le scuole di sci trentine si reinventano oltre l'inverno

Presentato a Riva del Garda il nuovo modello strategico. D'estate mountain bike, guide alpine e trekking. D'inverno sci sempre, ma in una visione allargata. Ecco il progetto dell'Associazione Maestri di Sci del Trentino



È una vera e propria rivoluzione quella che attende le scuole di sci del Trentino. Non più centri di insegnamento esclusivamente invernale, ma veri Hub del turismo montano capaci di offrire esperienze diversificate durante l'intero anno solare. È quanto emerso dal progetto "Verso un nuovo Modello per le Professioni di Montagna, Linee strategiche", presentato all'Astoria Resort al termine dell'assemblea annuale dell'Associazione Maestri di Sci del Trentino.

Un progetto ambizioso che nasce da quattro anni di ricerca intensiva e rappresenta una risposta concreta alle sfide del cambiamento globale e del turismo contemporaneo. Il documento traccia un percorso strategico chiaro: trasformare la stagione estiva da "vuoto" occupazionale in opportunità di business strutturata e qualificata.

La sfida dell'estate

Secondo il progetto, le scuole di sci dovranno diventare centri polivalenti che garantiscono continuità occupazionale ai maestri di sci durante i mesi caldi. D'estate, infatti, i professionisti della montagna potranno reinventarsi offrendo servizi complementari e altamente professionalizzati: guide alpine certificate, accompagnamenti specializzati su tracciati di mezza montagna, esperienze di mountain bike, trekking tematico, percorsi naturalistici, orienteering e attività outdoor innovative.

"Le 'belle stagioni' della primavera e dell'autunno rappresentano una fantastica sfida per un'ulteriore crescita economico-turistica", hanno evidenziato gli esperti Francesco Dalla Sega e Umberto Martini. "Grazie a offerte mirate e qualificate, il Trentino può attrarre visitatori anche nei mesi tradizionalmente considerati meno redditizi".

Attualmente il comparto conta 3033 maestri di sci provenienti da 53 scuole e associazioni. Gran parte di loro lavora mediamente solo 100-130 giorni all'anno, un limite importante che il nuovo modello punta a superare radicalmente, portando il numero di giornate lavorative almeno verso i 180-200 giorni annuali.

Andrea Sini, riconfermato presidente dell'Associazione Maestri di Sci del Trentino, ha illustrato il progetto insieme a Mario Panizza, presidente del Collegio maestri di sci, agli esperti che lo hanno sviluppato, e all'assessore al Turismo Roberto Failoni. Con loro anche Tullio Serafini, presidente dell'APT Madonna di Campiglio e storico maestro di sci, simbolo di questa transizione generazionale.

Una visione internazionale

"L'elaborazione di questo documento nasce dall'esigenza di comprendere come le professioni legate alla montagna stiano evolvendo mantenendo la loro centralità nello sviluppo del Trentino", ha spiegato Failoni. "Le nostre montagne non sono solo un contesto di straordinaria bellezza ma costituiscono la base della nostra identità, della nostra economia e della nostra capacità di attrarre visitatori da tutto il mondo".

Il progetto tiene conto di un dato fondamentale: il turismo montano è profondamente cambiato. "Negli anni '80 i nostri turisti provenivano dalle regioni limitrofe e il mercato tedesco era rappresentato dalla Baviera – hanno sottolineato Dalla Sega e Martini – Oggi non è più così: il Trentino è diventato una vera meta internazionale, aperto al mondo. I nuovi ospiti hanno bisogni diversi: non vogliono solo vedere la montagna, desiderano conoscerla, viverla, comprenderla autenticamente in tutte le sue sfaccettature e potenzialità".

Professionisti multi-disciplinari

Il modello prevede la trasformazione dei maestri di sci tradizionali in professionisti multi-disciplinari. Questo richiede formazione continua, certificazioni specifiche per le diverse attività, e una visione strategica dell'offerta turistica. Le scuole di sci diventeranno veri centri di eccellenza capaci di coordinare servizi variegati mantenendo standard qualitativ elevati.

"Come sulla neve, dove la stabilità nasce dal dinamismo, anche nel nostro settore è necessario uscire dalla 'comfort zone' e accettare la sfida del cambiamento", ha spiegato Sini. "Dobbiamo leggere i segnali, ascoltare la realtà e progettare il domani con visione e strategia".

Ricambio generazionale e innovazione

Il documento evidenzia come il progetto rappresenti un'opportunità cruciale per il ricambio generazionale. I giovani maestri di sci potranno trovare nel nuovo modello prospettive occupazionali significativamente migliori rispetto al passato, con possibilità di crescita professionale e imprenditoriale.

Il progetto delinea precisi obiettivi strategici affiancati da modelli di business innovativi: dalla formazione continua all'innovazione digitale, dal ricambio generazionale alla qualificazione sempre più elevata dell'offerta. "Questa ricerca è uno specchio che riflette chi siamo e dove siamo arrivati – conclude il documento – Ma soprattutto ci indica la direzione verso la quale è necessario muoversi per proiettarsi al futuro: con consapevolezza, coraggio, passione e orgoglio trentino".













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