Dolomiti

Gli abeti rossi di Paneveggio comunicano tra loro e "anticipano" le eclissi di Sole

Gli alberi di una foresta si scambiano segnali bioelettrici, fino a sincronizzarsi anticipando l'evento addirittura di ore. Il fenomeno è stato osservato all'interno del parco trentino in valle di Fiemme



TRENTO. Quando è in arrivo un'eclissi solare, gli alberi di una foresta comunicano tra loro scambiandosi segnali bioelettrici, fino a sincronizzarsi anticipando l'evento addirittura di ore.

Il fenomeno è stato osservato in un bosco di abeti rossi, all'interno del parco trentino Paneveggio Pale di San Martino. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista Royal Society Open Science dal gruppo internazionale guidato dall'Istituto Italiano di Tecnologia di Genova. Per l'Italia hanno partecipato l'Università di Salerno e l'azienda sarda OpenAzienda. I risultati indicano che le piante sono soggetti attivi all'interno degli ecosistemi di cui fanno parte e che sono capaci di comportamenti complessi, confrontabili a quelli degli animali.

"Abbiamo scoperto una più profonda sincronizzazione dinamica precedentemente sconosciuta: ora vediamo la foresta non come un semplice insieme di individui, ma come un'orchestra di piante", osserva Alessandro Chiolerio di Iit e University of the West of England a Bristol, che ha guidato la ricerca. 

"In pratica stiamo osservando il famoso 'wood wide web' in azione", aggiunge Monica Gagliano dell'australiana Southern Cross University, tra gli autori dello studio, riferendosi alla teoria nata negli anni '90e secondo la quale gli alberi comunicano fra loro, alla quale la rivista Nature aveva dedicato la copertina nell'agosto 1997.

In occasione dell'eclissi parziale di Sole avvenuta il 25 ottobre 2022,i ricercatori hanno utilizzato sensori a bassa potenza realizzati su misura e dislocati nella foresta di abeti rossi dell'area protetta di Paneveggio. 

I dati mostrano che l'attività elettrica degli alberi si è sincronizzata prima e durante l'eclissi e che la risposta più marcata è arrivata dalle piante più anziane. Questo suggerisce che gli alberi possano conservare una memoria ambientale che tramandano ai più giovani.

"Il fatto che gli alberi più vecchi reagiscano per primi, potenzialmente guidando la risposta collettiva della foresta, la dice lunga sul loro ruolo", commenta Chiolerio. "Questa scoperta sottolinea l'importanza cruciale di proteggere le foreste più vecchie, che- conclude - fungono da pilastri della resilienza degli ecosistemi, preservando e trasmettendo preziose conoscenze ecologiche".













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