Viaggio vero in Caucaso: nelle profondità delle culture e dei paesaggi
Eleonora Sacco, che tra Armenia e Georgia lavora come guida, propone un reportage lungo dieci anni, attraverso popoli, lingue e territori diversissimi: un invito al lettore a scoprire questa linea di faglia tra Europa e Asia, dove convergono storie, destini e tensioni
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Un reportage è un viaggio lungo dieci anni attraverso popoli, lingue e paesaggi diversissimi, tra Armenia e Georgia: è il nuovo volume scritto dalla esperta guida Eleonora Sacco.
Si intitola «In Caucaso. Un viaggio tra Georgia e Armenia» (edizioni La Bottega Errante, 336 pagine, 20 euro) e invita il lettore a scoprire questa linea di faglia tra Europa e Asia, dove convergono storie, destini, popoli e tensioni.
«Territorio di collisione e di scambio tra imperi immensi e potenze regionali, nel Caucaso - scrive la casa editrice friulana nella presentazione - si intrecciano eredità antichissime che brillano alla luce come le molte facce di uno stesso diamante.
Dai templi yazidi sorti a fianco di centrali nucleari alle piantagioni di tè sul Mar Nero, dalla maledizione dell’estrazione mineraria ai nuovi profughi delle guerre che continuano a piagare la regione, fino ai caffè per esuli russi di Tbilisi e ai ristoranti armeno-libanesi a Erevan».
«In oltre un decennio di ritorni - scrive l'autrice nelle prime pagine, che sono disponibili nel sito dell'editore - ho attraversato confini chiusi, ascoltato conversazioni e confessioni, condiviso momenti storici, svolte epocali, paure, ingiustizie, gioie e rivoluzioni con amici che, sin dall’inizio, mi hanno spalancato con generosità le porte delle loro culture.
Il Caucaso era per me un punto di arrivo dove ogni cosa convergeva, sbucando dal terreno in maniera imprevedibile, come i crochi sotto la neve.
Più ci tornavo, più mi stupiva, ribaltando le mie certezze, schiacciandomi sotto il peso della sua complessità, gratificandomi con la sua impareggiabile accoglienza.
Da esterna ma anche naša – “nostra, una di noi” in russo –, superati la reticenza che protegge il nucleo più profondo dell’identità, i sospetti e il rischio di offendere culture antiche e fiere, ho avuto accesso a luoghi reconditi della memoria: la porta mi si è presentata a volte aperta, a volte solo socchiusa, a volte blindata.
Perdermi tra i meandri di questa intricata regione è stato splendido, arricchente, ma anche straziante e a tratti sconfortan- te. A ogni passo che facevo, sapevo che c’erano linee invisibili da non valicare.
I caucasici sono ben consapevoli dello straordinario valore delle loro culture, della bellezza delle loro terre, dell’importanza della fattualità storica e della memoria: addentrarsi su questi terreni da esterna, schivando retoriche nazionaliste, manipolazioni storiche e un orgoglio inscalfibile, è molto rischioso.
Forse sono stati l’adrenalina, l’affetto travolgente, il fascino per certi schemi di pensiero o semplicemente la bellezza dei suoi paesaggi, scrigno di storie, a legarmi al Caucaso e alla sua gente.
Ma sono la loro dignità, la fierezza caparbia e il carattere deciso, così radicato nel terreno e allacciato a storie antichissime, ad aver preservato i popoli di Armenia e Georgia attraverso secoli di dominazioni straniere».
Eleonora Sacco lavora come guida in Caucaso, Asia centrale e in alcuni paesi arabofoni per Kukushka Tours, di cui è fondatrice.
Ha viaggiato molto e vissuto in Italia, Portogallo, Russia e Georgia. Dal 2015, con painderoute.it promuove un approccio consapevole e rispettoso a luoghi e culture ingiustamente marginalizzati. È coautrice dei podcast Cemento (2019-2021), Kult (2023) e Terra Eretica (2026). Ha pubblicato Piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici (EDEA, 2020) e Socotra. Viaggio sentimentale in un’isola impossibile (EDEA, 2025).
I suoi articoli e fotoreportage sono usciti, tra gli altri, per “Internazionale”, “Meridiani”, “Esquire”, Guide Touring Verdi.