"Brundibár", con gli studenti dolomitici uno spettacolo per costruire la pace
Per il Giorno della memoria, la scuola interregionale di canto e teatro Le Muse e le Dolomiti di Falcade proporrà l'opera lirica fiabesca che fu rappresentata la prima volta nel 1938 dai deportati in un lager nazista, sotto la minaccia di morte e una volta completate le riprese del film furono quasi tutti assassinati. Appuntamento a Moena il 27 gennaio per le scuole e il 1° febbraio per tutti, protagonisti sul palcoscenico bambini e ragazzi di diverse vallate trentine e bellunesi
Arriva uno spettacolo che vedrà protagonisti gli studenti della Scuola interregionale di canto e teatro, promossa dalll'associazione culturale Le Muse e le Dolomiti, che ha sede a Falcade (Belluno) e unisce bambini e ragazzi di diverse vallate e località dolomitiche: oltre ad Agordo, Caprile e e Vallada Agordina, le trentine Fiemme, Fassa, Cavalese, Moena, San Giovanni di Fassa
In occasione della Giornata della memoria Le Muse e le Dolomiti ha organizzato recite scolastiche dell’opera “Brundibár”, al teatro Navalge di Moena, in collaborazione con le scuole della zona.
Gli studenti della Scuola interregionale di canto e teatro si esibiranno martedì 27 gennaio a Moena, davanti a coetanei provenienti da quasi tutti gli istituti comprensivi, per un totale di 600 scolari che studiano ad Agordo/Taibon/La Valle, Alleghe, Cavalese/Molina, Predazzo, Tesero e in val di Fassa.
Non mancherà la recita aperta al pubblico, che si svolgerà invece domenica 1° febbraio, sempre al teatro Navalge.
“Brundibár”, opera lirica fiabesca per voci bianche, voci giovanili e strumenti, rappresenta innanzitutto un antidoto contro l’indifferenza. Composta nel 1938 a Praga da Hans Krása, fu messa in scena nel campo di concentramento di Theresienstadt (Terezín).
L’allestimento serviva al regime nazista per le riprese di un film-propaganda che aveva lo scopo di dimostrare al mondo quanto fossero belli i campi di concentramento.
I bambini e musicisti che curarono l’allestimento - si legge nella nota per i media - in quelle condizioni terrificanti, di fronte a una continua e reale minaccia di morte, lo fecero con impegno e dedizione instancabili, verso la musica, verso l’arte e verso la bellezza. Una volta completate le riprese del film furono quasi tutti assassinati.
«Ma Brundibár - spiega Oda Zoe Hochscheid, presidente dell’associazione “Le Muse e le Dolomiti - offre molto di più oltre al valore commemorativo.
In un mondo dove ogni giorno sembrano accendersi nuovi focolai di violenza, l’arte ci regala il privilegio enorme di poter condividere ciò che ci rende umani e ci unisce: commuoverci insieme grazie alle emozioni generate dalla bellezza dell’arte.
Ancora oggi i bambini e gli artisti di Terezín ci trasmettono la loro resilienza, fratellanza e speranza, valori fondamentali se vogliamo credere in un mondo di pace. E dobbiamo crederci».
Le classi hanno partecipato a un laboratorio di preparazione allo spettacolo, a cura della stessa Oda Zoe Hochscheid. Il laboratorio unisce approfondimenti artistici e storici con un allenamento teatrale che focalizza sull’ascolto di gruppo e su temi sociali correlati al progetto.
In teatro, lo spettacolo studentesco sarà introdotto da un breve docufilm che spiega il contesto storico non solo di Terezín, ma nomina anche gli avvenimenti che si svolsero in Italia e nelle Dolomiti nello stesso periodo.
Il racconto sarà arricchito dalla video-testimonianza dell’ormai scomparsa Ela Stein Weissberger, una delle bambine che partecipò alle rappresentazioni originali di Brundibár nel campo, e da una speciale dedica scritta a mano da Liliana Segre, realizzata appositamente per l’occasione.
Dopo lo spettacolo gli scolari potranno approfondire e concludere il percorso in classe, tramite un pacchetto educativo che stimola un dialogo sulle conoscenze acquisite.
Oda Zoe Hochscheid aggiunge: «Desideriamo stimolare una riflessione e una discussione approfondita sul passato, perché lo dobbiamo alle generazioni future. Desideriamo contrastare l’indifferenza e sottolineare che la pace va costruita, ogni giorno di nuovo, e non va mai data per scontata».
Accanto ai giovani interpreti e a Oda Zoe Hochscheid, maestra dei ragazzi, che cura la direzione artistica e la preparazione vocale, figurano Giacomo Gamba, regista bresciano, torna a collaborare con l’Associazione dopo gli spettacoli “Allegria!” e “Hänsel und Gretel”; la scenografia è firmata da Dunio Piccolin, artista internazionale originario di Falcade; Claudio Zanna è responsabile delle luci.
L’ensemble strumentale è composto da Claudia Rondelli al pianoforte, Ornella Gottardi al flauto e Francesco Ciech al violoncello, diretti dal maestro Andrea Gasperin, direttore originario di Belluno, attivo in tutto il mondo.
Per il pubblico in arrivo dal Bellunese, l’associazione organizza come sempre la “Navetta Teatro” Falcade-Moena andata e ritorno. Per informazioni e prenotazioni navetta. Info: organizzazione@musedolomiti.it.
[foto credits Le Muse e Le Dolomiti/Carlo Lorenzi]