COLLEGAMENTI

Trento, interramento della ferrovia e circonvallazione assieme

Le due opere sono compatibili secondo il protocollo siglato lo scorso aprile da Provincia, Comune e Rfi. Il governatore Rossi: "Ci è stata confermata la fattibilità. La stima dei tempi è di 15 anni"



TRENTO. La nuova circonvallazione merci di Trento, il Nordus, cioè il raddoppio delle linee della Trento-Malè, e l'interramento della linea ferroviaria nel centro del capoluogo sono tra loro compatibili. Questi i primi risultati del protocollo siglato lo scorso aprile da Provincia, Comune e Rfi per velocizzare l'iter per la circonvallazione ferroviaria di Trento e avviare l'analisi di fattibilità di progetti urbanistici e architettonici importanti per la città.

«Oggi abbiamo la certezza che interrare la ferrovia del Brennero è possibile, che è anche possibile interrare parzialmente la ferrovia Trento-Malè e che è anche possibile liberare in superficie delle aree per valorizzarle a vantaggio della qualità della vita dei cittadini e dell'economia della città. Il tutto in sinergia totale con la realizzazione della circonvallazione di Trento, dove passeranno le merci. Questa è quindi una visione che lega in maniera indissolubile le nostre politiche di mobilità con il corridoio del Brennero», commenta il presidente della Provincia autonoma di Trento, Ugo Rossi, che questa mattina - assieme all'assessore Mauro Gilmozzi, al vicensindaco di Trento Paolo Biasiolli e al dirigente di Rfi Giuseppe Romeo - ha partecipato a un incontro in cui il commissario di governo per il corridoio del Brennero, Ezio Facchin, ha illustrato la fattibilità del progetto.

«Che si attuerà tutto, perché l'esigenza di attraversare la città con il tunnel del Brennero è una esigenza di carattere europeo e avverrà in contemporanea con l'interramento della ferrovia», ha aggiunto Rossi. I tempi e i costi al momento rimangono nel campo delle ipotesi, ma indicativamente - è stato detto - ci vorranno una quindicina di anni e 1 miliardo di euro per la circonvallazione e circa 400-450 milioni di euro per l'interramento.

L'autofinanziamento è una delle ipotesi in campo, ma la Provincia dovrà cercare una sponda nel governo per cercare di rendere compatibili quote di finanziamento provinciale con quote statali ed europee, in una logica di co-finanziamento di tutte le opere di interesse europeo. «Da quella che era un'illusione, come l'ipotesi formulata da Busquet, siamo passati a una visione, perché ci è stata confermata la fattibilità. I tempi sono lunghi, si parla di quindici anni, ma ora abbiamo basi certe su cui impostare scenari futuri», ha commentato il vicesindaco di Trento, Paolo Biasioli.













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