previdenza

Pensioni, la media è di 1436 euro ma è allarme donne

Presentato in consiglio provinciale il Rapporto Inps 2013. La somma percepita dai maschi è più del doppio


di Luca Marognoli


TRENTO. In Trentino un pensionato medio percepisce 1.436 euro lordi. Questa somma non deriva tuttavia da un unico assegno, poiché i pensionati, che sono in totale 141.401, ricevono in media 1,46 pensioni ciascuno, ossia quasi una pensione e mezzo. L’importo medio annuo, da dividere per 12 mensilità, di questo “cumulo” ammonta a 17.242.

I dati sono contenuti nella Relazione annuale che il direttore regionale dell’Inps Marco Zanotelli ieri ha presentato a Palazzo Trentini, invitando a partecipare i consiglieri provinciali interessati guidati dal presidente dell’assemblea Bruno Dorigatti.

Tra i dati più significativi quello relativo al numero di pensionati che percepiscono meno di mille euro: si tratta del 38,9%, una percentuale importante ma inferiore di oltre 4 punti a quella nazionale (43%). A percepire 500 euro è invece l’8,8%, contro il 13,4% nazionale. In provincia il numero di over 65 è minore che nel resto d’Italia, ma il tasso di pensionamento (il rapporto tra numero di pensioni e popolazione residente) è superiore di due decimali, attestandosi a quota 30,5%. Questo si spiega con il fatto che i trentini versano più contributi.

Ma l’aspetto che fa più impressione è la differenza tra maschi e femmine. Dato un importo medio mensile (per un solo assegno) di 884 euro, nelle tasche di una donna entrano solo 612 euro, contro i 1.269 ricevuti da un uomo: siamo a oltre il doppio. Unico elemento positivo, restando in ambito di disparità di genere, è che l’occupazione femminile ha registrato un lieve incremento nei livelli di istruzione elevati (attorno al +0,2,+03%), ma questo è un discorso a parte. Bisogna cercare di colmare l’enorme divario nell’assegno pensionistico, ha sottolineato Zanotelli, che tuttavia parla da tecnico. È compito della politica intervenire e a sostegno di una maggiore equità si sono levate ieri le voci della consigliera regionale Violetta Plotegher e della consigliera Manuela Bottamedi.

I pensionati sono 25,3 ogni cento abitanti. Il reddito pensionistico medio lordo è di 1368 euro (più basso dei 1.436 prima riferiti, perché qui non sono comprese le casse non Inps, come quelle di alcune categorie professionali), significativamente più alto rispetto al resto d’Italia (1.280).

La spesa è di due miliardi e 157 milioni. Nel 2013 le nuove pensioni sono state 5210, quelle totali erogate 161.742 (-0,6% rispetto al 2012), delle quali 3.222 di natura assistenziale. Scendendo nel dettaglio, le pensioni previdenziali sono state 158.520, lo 0,5% in meno rispetto all'anno precedente, mentre quelle assistenziali (interventi di welfare) sono state 3.222, l’8,4% in meno rispetto alle 3.519 liquidate nel 2012.

Per effetto della riforma Fornero, che ha spostato in avanti di un anno e mezzo l’anzianità contributiva, le pensioni liquidate della gestione pubblica sono calate del 29,3%.

A differenza che nel resto d’Italia, il contenzioso con l’Inps - ha sottolineato Zanotelli - è quasi inesistente: gli imprenditori trentini vogliono essere in regola. Il numero delle visite degli ispettori Inps è calato negli ultimi anni (dalle 847 del 2010 alle 461 del 2012; nel primo semestre sono state 320), ma questo si spiega con la maggiore attività di intelligence, basata su incroci di banche dati e quindi più mirata. I contenziosi giudiziari sono scesi dai 648 a 308 in quattro anni.













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