La Provincia punta sul telelavoro

Via al progetto di fattibilità "TelePat": 200 dipendenti lo faranno da casa



TRENTO. Parte lo studio di fattibilità del "Progetto TelePat", dedicato allo sviluppo delle modalità di applicazione e realizzazione del Telelavoro per i dipendenti della Provincia autonoma di Trento. Nelle prossime settimane sarà inviato ai dipendenti provinciali un questionario informatizzato, predisposto dal Servizio per il personale, per individuare l'interesse a tale modalità di lavoro e le attività telelavorabili.

L'obiettivo è fare salire dagli attuali 15 a 200 il numero di impiegati che usa questa modalità nell'arco di tre anni. "Questo progetto rientra nel complessivo piano di riorganizzazione della Pubblica amministrazione - ha detto Gilmozzi - per la riduzione di costi. I costi di gestione, sulla base di simulazioni effettuate, possono essere abbattuti già nel primo anno del 50% e del 12% i costi per gli spazi di utilizzo. E' inoltre una misura che concilia lavoro e famiglia, favorisce un uso più diffuso sul territorio dell'Ict e valorizza ulteriormente l'ambiente".

Secondo analisi ufficiali il 70% del personale provinciale attualmente in servizio potrebbe avere le caratteristiche e l'interesse al telelavoro. "Il numero a regime di chi potrebbe rientrare nel telelavoro - ha concluso Gilmozzi - dovrebbe essere di 3.000 dipendenti. I termini contrattuali non cambiano e tre sono le modalità di telelavoro proposte: telelavoro domiciliare, in telecentri e mobile".













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