Folla commossa per l’addio a Piero Cavagnoli: «Vicino ai deboli e capace di unire»
L’ultimo saluto al preside e psicologo trentino stamane, mercoledì 28 maggio, al cimitero di Trento
TRENTO. La pedagogia e il “fare scuola”: una missione. Una grande capacità di creare rapporti e reti fra insegnanti e presidi. L’umanità e l’ironia. Il disinteresse alle “cariche”, la tensione civile e la vicinanza verso i più deboli, manifestato fin dall’inizio della carriera, quando fu maestro i carcere per una decina di anni. L’unità della famiglia: l’affetto per i nipoti e l’esempio indimenticabile che lascia alle persone a lui care e a chi lo ha conosciuto e apprezzato come uomo, maestro, preside e psicologo.
Il pubblico e il privato si sono mescolati nei ricordi di familiari e amici al funerale di Piero Cavagnoli, oggi, mercoledì 28 maggio, al cimitero di Trento.
Preside a Levico e al Liceo delle Scienze Umane “Segantini” di Trento, Cavagnoli poco prima della pensione era tornato come consulente piscologico alle Scuole Magistrali, dove da giovane aveva mosso i primi passi da studente. Una passione che era diventata una professione quella per la psicologia, che l’aveva visto anche esercitare da privato dopo la chiusura della carriera scolastica, oltre a ricoprire l’incarico di primo segretario dell’Ordine in Trentino.
In tanti oggi hanno voluto partecipare alle esequie e abbracciare la moglie Giovanna, anche lei psicologa come la figlia Maura, e gli altri due figli Stefania, professoressa universitaria, e Guido, medico legale. Un ultimo saluto, con nel cuore la tristezza del distacco ma anche tanta gratitudine. (l.m.)