impiego

Disoccupato, o accetti il lavoro socialmente utile oppure addio al sussidio

Nuove regole varate dalla giunta provinciale. Olivi: "Tutti devono fare la propria parte"



TRENTO. Un più ampio impiego dei lavori socialmente utili, a beneficio dei lavoratori in cassa integrazione straordinaria o in mobilità, negli enti pubblici, in particolare Comuni e Provincia: questo quanto stabilisce una delibera approvata oggi dalla Giunta su proposta del vicepresidente e assessore allo sviluppo economico e lavoro Alessandro Olivi, che modifica la disciplina vigente, semplificandola, e che al tempo stesso rafforza il cosiddetto "principio di condizionalità". In pratica, se prima l'accettazione di un lavoro socialmente utile era lasciata alla volontà dell'interessato, ora essa viene resa obbligatoria, accertate ovviamente alcune precondizioni, in particolare l'idoneità del lavoratore stesso rispetto alla mansione richiesta dall'ente. In caso di rifiuto, il regime di disoccupazione, con i relativi sussidi, decade. "E' un passaggio importante - sottolinea il vicepresidente Olivi - che attendevamo da tempo. Nonostante infatti esista già una normativa nazionale che prevede l'adozione del principio di condizionalità, essa di fatto è stata finora pochissimo utilizzata. Vogliamo andare nella direzione di un welfare sempre più moderno, proattivo, responsabile, dove ciascuno è chiamato a fare la sua parte. La disponibilità del lavoratore che pure si trova in una condizione oggettivamente difficile, avendo perso il lavoro, di mettersi al servizio della propria comunità, in qualche modo restituendo quello che da essa riceve, ci sembra importante non solo sotto il profilo della tenuta complessiva del sistema ma anche sul piano valoriale: lavorare per la comunità aiuta a non sentirsi passivi".













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