MOBILITA'

Con l’Olimpiade anche i soldi per la nuova rete di bus veloci 

Accordo siglato al Mit fra la ministra De Micheli e il presidente Fugatti: si spenderanno cento milioni in opere stradali e ferroviarie: «Ma è paradossale fare debiti con l’Europa e tenere bloccate le risorse di A22»

TRENTO. Boccata d’ossigeno romana, in tutti i sensi, per il governatore Maurizio Fugatti. Ieri è sceso nella capitale dopo mesi passati qui a combattere la pandemia ed ha incassato (per ora solo virtualmente ma l’accordo è stato siglato al Mit) un assegno da circa 100 milioni di euro che dovrà essere speso dalla Provincia in opere stradali e ferroviarie nelle zone che saranno interessate dalle Olimpiadi invernali del 2026.

E che darà vita anche, vedi box a parte, ad una nuova rete di bus con corsie dedicate e cadenzamenti speciali nelle valli di Fiemme e di Fassa, la cosiddetta Brt, Bus rapid transit. Per realizzare il progetto, paragonabile a delle corse ferroviarie ma su gomma, servirà anche una flotta di bus dedicata: vista la particolarità potrà anche essere un’attrazione turistica in più, mossa con tutta probabilità a metano più che con propulsione elettrica. Per metterla in funzione si stima un investimento di 10 milioni di euro.

Ma vediamo l’interezza del progetto infrastrutture per i Giochi del 2026 che sarà definito nei particolari a breve. Lo anticipa lo stesso governatore ieri al Mit assieme ai colleghi di Lombardia, Veneto e all’altoatesino Arno Kompatscher: «Noi avevamo portato al ministero le nostre richieste per facilitare il movimento di chi verrà nelle zone interessate dalle Olimpiadi. E ieri abbiamo ottenuto un primo giudizio positivo. Quindi si parla di valli di Fiemme, di valli di Fassa, dell’altipiano di Pinè e, di conseguenza, della valle di Cembra e la Valsugana. C’è il tema della movimentazione degli autobus, con il Brt che riguarderà le valli di Fiemme di Fassa e per cui ci servirà un nuovo, adeguato parco di automezzi. C’è l’elettrificazione della ferrovia della Valsugana, importantissima in chiave 2026 ma che ha ricadute notevoli sulla rete dei trasporti del Trentino».

A questo proposito la prima fase prevede l’elettrificazione tra Trento e Borgo, con un servizio cadenzato alla mezzora ed la stima di un numero di passeggeri, oggi sono 6000, che potrebbero triplicare sulla tratta con la nuova impostazione.

Ma non solo: «Un investimento si renderà necessario per ammodernare la stazione ferroviaria di Trento. Tornando alle strade abbiamo chiesto un collegamento tra l’altopiano di Pinè e la valle di Cembra, per raggiungere poi la valle di Fiemme. Oggi (ieri) sono stati definiti i criteri per la ripartizione delle risorse. Un miliardo di euro di risorse: di questi 500 milioni vanno sulla parte lombarda e altrettanti sono sulla parte veneta e della nostra regione. Quanti saranno per noi? Attorno ai 100 milioni: la somma di tutti gli interventi che ho ricordato - spiega Fugatti - è maggiore ma una buona parte arriverà dal governo in prospettiva olimpica».

Interessante notare come la normativa che supporterà i Giochi prevede che gli appalti possano essere fatti in forma veloce, con procedure speciali, per essere pronte per la scadenza olimpica. Tutto bene, dunque? Quasi: «Sia Kompatscher che io abbiamo fatto notare al Mit come sia paradossale indebitarsi con l’Europa quando A22 avrebbe, se arrivasse la concessione, risorse proprie già disponibili». G.T.