la tragedia

Commozione a Trento per l'omicidio di Nadia Pulvirenti

Aveva studiato e lavorato anche a Trento la ragazza uccisa nel bresciano: «Era una persona speciale»



TRENTO. Aveva svolto anche una breve esperienza professionale a Trento Nadia Pulvirenti, la venticinquenne accoltellata a morte ieri a Iseo, in provincia di Brescia, da un paziente con problemi psichici ospitato nella struttura di accoglienza nella quale la giovane lavorava.

Nadia Pulvirenti aveva venticinque anni e ieri mattina, come ogni mattina, era andata a svolgere il suo lavoro di tecnico della riabilitazione psichiatrica. Come detto, la ragazza aveva svolto un’esperienza lavorativa a Trento, città dalla quale si era poi spostata nel bresciano.

«La scelsi per l’entusiasmo. Perché condivideva il progetto di accompagnare le persone con disagio psichico all’autonomia. Per il modo in cui si era presentata, così, senza appuntamento, portando a mano le sue credenziali. Riconobbi subito in lei quello che fa la differenza nei lavori come il nostro: passione e dedizione», ha raccontato il responsabile della cooperativa Diogene da cui dipendono gli operatori della Cascina Clarabella, la struttura che ospita pazienti con fragilità psichiche e li impiega nelle attività di gestione dell’agriturismo, del ristorante, dei vigneti e dei campi dove si allevano anche animali e dove è avvenuta la tragedia.













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È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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A comunicarlo il Comune di Trento: come previsto dalla normativa, tra le 5 e le 23 via alle 14 ore possibili. La città è divisa in due zone climatiche: "F", sopra i 430 metri s.l.m. ed "E", al di sotto della soglia

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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle