A Ronchi la scuola rinata grazie alle 5 monete d’oro
Il progetto. La primaria aveva 15 iscritti e doveva chiudere, ma è stato ideata una nuova proposta basata sull’insegnamento all’aperto e sull’ambiente e ora i bambini sono 38
Trento. Ci si arriva attraverso una strada che si inerpica su da Roncegno e poi si infila nel paese di Ronchi Valsugana, uno dei più piccoli comuni del Trentino, appena 452 abitanti. Ed eccola lì, poco dopo il piccolo municipio, affacciata sulla valle, con Borgo ai suoi piedi. La scuola elementare del paese intitolata al maestro Italo Bonato si trova su una specie di terrazza, in un edificio piccino picciò, appena tre aule e un piccolo cortile per la ricreazione. Stava languendo, la scuola. Due anni fa aveva 15 iscritti soltanto. Avrebbe dovuto chiudere i battenti e i bambini avrebbero dovuto andare a Ronchi ogni mattina a Roncegno, sei chilometri di curve in mezzo ai masi più in basso. Solo che laggiù non c’era spazio. Così all’Istituto comprensivo Centro Valsugana l’allora dirigente Sandra Boccher la coordinatrice Vanda Casagrande si sono inventate un progetto tutto nuovo e hanno rivitalizzato la scuola che quest’anno è passata da quindici a 38 iscritti, con bambini che arrivano ogni mattina anche da Vigolo Vattaro, Roncegno e Borgo. L’hanno chiamata la scuola delle 5 monete d’oro. Dove le monete d’oro sono il laboratorio, le relazioni, l’ambiente, le competenze e la ricerca. «Una scuola che si ispira a esperienze e pedagogie diverse, come la scuola montessoriana e la steineriana ma anche agli insegnamenti di Loris Malaguzzi, ma che è un esempio nuovo e originale. Innanzitutto abbiamo scelto di mantenere le pluriclassi per agevolare lo scambio e la crescita reciproca», spiega la dirigente Boccher, ora in distacco.
E salendo fin lassù si capisce in cosa la scuola è originale. Vanda Casagrande guarda verso i boschi che circondano il paese e spiega: «In questa scuola non ci sono i banchi, abbiamo le isole e i bambini imparano fin dalla prima a collaborare tra di loro e a condividere i materiali. Facciamo tantissima attività all’aperto e i bambini che hanno difficoltà a stare sempre nei ranghi seduti, qui si trovano benissimo. Dobbiamo ringraziare i genitori perché ci aiutano a tenere l’orto didattico anche d’estate, quando la scuola chiude. I bambini così possono coltivare la verdura e vedere come cresce. Purtroppo non la possono mangiare in mensa per ragioni burocratiche, ma comunque possono vederla crescere. Facciamo parte della rete italiane scuole all’aperto e l’attività di questo tipo è fondamentale per noi. I bambini vengono portati spesso nel bosco e nei campi vicini e imparano a vivere nell’ambiente e con l’ambiente». E l’ambiente è proprio una delle monete d’oro più preziose, tanto da ispirare il tema principale che viene sviluppato per tutto l’anno. L’anno scorso era stato l’albero e quest’anno è l’ecosostenibilità. Lo si capisce entrando al èprimo piano del piccolo edificio dove il maestro Massimiliano Di Seclì cerca di spiega il concetto di raccolta differenziata ai bambini di prima: «È importante partire con questi concetti fin dalla prima, i bambini sono interessati e seguono con molta partecipazione». La maestra Valentina Tomaselli cerca di rispondere a tutte le domande dei bambini di quarta e di quinta che hanno sete di conoscere e di sapere. E intanto la scuola rinasce.