ROVERETO

Slot, in un anno bruciati oltre 50 milioni

Il vizio del gioco tocca  solo una fetta minoritaria della popolazione



ROVERETO. I dati del 2017 sono ancora in elaborazione, ma dalle prime proiezioni il trend pare in crescita. Quelli già elaborati dicono che ogni roveretano (la fonte è l’indagine nazionale Slotinvaders) ha speso in media nel 2016 1.311 euro nelle slot machine, che moltiplitcato per la popolazione (39.482) totalizza una cifra impressionante: 51 milioni e 780 mila euro in un solo anno, 141 mila al giorno.

Il vizio del gioco non tocca tutti in maniera indistinta, ma solo una fetta minoritaria della popolazione. "Ma i roveretani che giocano sono molto di più di quanto non dicano ad esempio i numeri dei casi seguiti dal Serd, il servizio dipendenze dell’Azienda sanitaria, che sono solo la punta della punta dell’iceberg" spiega il dottor Luigino Pellegrini del Servizio alcologia e dipendenze dell’Azienda sanitaria. "I casi gravissimi sono pochi, e si tratta di persone che hanno già compreso di avere un problema con il gioco".

 













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È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle