ROVERETO

Finiscono a processo per lo scherzo osè

Hanno chiamato un uomo di Rovereto dicendo di essere in possesso di foto a luci rosse e chiedendo un riscatto. Ma alla fine, dal giudice, hanno dovuto pagare loro



ROVERETO. Ha ricevuto la chiamata da un numero sconosciuto, e la voce al telefono gli diceva di essere in possesso di foto in cui lui e la sua ex erano nudi, chiedendo un riscatto per le immagini.

L'uomo, un roveretano, ha subito denunciato il tentativo di estorsione. Si è così scoperto che la telefonata arrivava da Y.R., marocchino, che si trovava in una camera d’albergo a Torino assieme a M.A., in effetti la sua ex.

Entrambi hanno cercato di convincerlo che si trattava di uno scherzo, architettato in stato d’ebbrezza alcolica, ma la parte offesa non ha voluto sentire ragioni ed è partita una denuncia sfociata in processo

Alla fine la tentata estorsione si è conclusa dal gup Dies con una oblazione di 258 euro a testa per M.A. e Y.R..













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È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

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Una preziosa occasione per affrontare un tema di crescente rilevanza nel mondo degli appassionati di montagna, al convegno di sabato 17 ottobre promosso dalla Sat di Mori, Avio e centrale, con il supporto del Cai. L’occasione è il cinquantenario delle ferrate Ottorino Marangoni e Gerardo Sega: previsti anche due appuntamenti per percorrerle