Cinque contratti stracciati, nuovo picchetto
Alla Ld Service lavoratori in lotta davanti ai cancelli dopo che alcuni di loro si sono ritrovati disoccupati
ROVERETO . L’azienda ha reagito a modo suo: non rinnovando il contratto a cinque lavoratori interinali dei circa cento che gravitano attorno alle spedizioni del corriere Bartolini. La Ld Service però si è dovuta confrontare con la reazione dei lavoratori, una manifestazione che ha riportato davanti al cancello diverse decine di magazzinieri, pressoché tutti africani, che davanti al falò acceso in un bidone hanno inscenato un rigido picchetto, impedendo sia l’ingresso quanto l’uscita ai camion dei fornitori. I quali si sono fermati ad aspettare che la buriana passasse. Ma il picchetto è iniziato la sera di mercoledì, non appena è circolata la notizia del mancato rinnovo («È solo un tecnicismo» taglia corto il loro coordinatore sindacale del Sol Cobas, «per noi si tratta di cinque licenziamenti, non di contratti non rinnovati»). Davanti alla sede aziendale, in viale Caproni, si sono riuniti non meno di una cinquantina di addetti, autisti e magazzinieri, gente che lavora da anni nello stesso ruolo ma non è stata ancora regolarizzata. Tutti in apparenza decisi a resistere, con un’ulteriore manifestazione alle intenzioni dell’azienda. La quale, dopo le prime proteste di dicembre e l’ultima manifestazione di mercoledì scorso, con cui i lavoratori avevano contestato la ditta, che li manteneva un uno stato di precariato evitando di regolarizzare il rapporto di lavoro con un contratto reclamando i propri diritti, avrebbe deciso di non rinnovare il contratto a cinque trasportatori. L’unico sindacato che appoggia la lotta è il Sol Cobas di Milano, perlomeno il solo che se ne sia interessato. Ieri il picchetto ha proseguito nel presidio, obbligando i camionisti in ingresso come quelli in entrata, a fermarsi e a rinviare le operazioni di carico e scarico. I dipendenti della cooperativa Ld Service sono un centinaio circa e tra di loro la quasi totalità è costituita da magazzinieri della Bartolini. L’azienda di spedizioni in quel reparto ha soltanto alcuni dipendenti propri.
Nonostante tutto, la protesta è stata molto civile, se si eccettua il disturbo agli autotrasportatori bloccati, una cosa da mettere in conto in un simile frangente. Stavolta, a differenza della scorsa settimana, non c’erano poliziotti e carabinieri ad osservare la scena, ma per il resto tutto si è ripetuto, compreso il caratteristico falò all’ingresso, nei bidoni, e il presidio dei cancelli. A tenere le redini della protesta, anche un piccolo drappello degli anarchici di Rovereto, con Massimo Passamani in prima fila. In serata la situazione è andata normalizzandosi, per quanto non si possa dare per sopita una volta per tutte, Di mezzo c’è pur sempre il mandato rinnovo dei contratti.