il depuratore sotto sequestro 

Caso Aquaspace, il Pd fa appello alla politica 

«Consiglieri provinciali e parlamentari facciano fronte comune per salvare i posti di lavoro»



ROVERETO. Col depuratore sotto sequestro per accertamenti, Acquaspace e Tessilquattro rischiano la chiusura e 80 lavoratori di trovarsi disoccupati. Per il Pd Roveretano - firma il segretario Carlo Fait - una follia. E chiede alla politica di farsi carico del problema: i consiglieri provinciali ma anche i parlamentari appena eletti.

«Il tutto - scrive il Pd - parte da un’indagine dell’APPA e della magistratura sulla bontà della depurazione dei liquidi da parte dell’azienda Acquaspace di Rovereto, la quale depura liquidi provenienti da altre aziende italiane e dalla Tessilquattro. Secondo l’azienda tutto è in regola e a norma di legge; la magistratura ha invece dei dubbi e ha posto sotto sequestro il depuratore, perché deve verificare se i liquidi siano trattati regolarmente o solamente diluiti. Per chiarire la situazione, attraverso le indagini della magistratura, si profilano tempi lunghi, con il relativo blocco di parte del depuratore e del lavoro di 15 addetti, per il momento reimpiegati altrove.

Si pone però il problema per cui il depuratore non può, per motivi tecnici, rimanere fermo a lungo, perché dopo un certo tempo non sarebbe più possibile riavviarlo, con la conseguente chiusura della Acquaspace e il licenziamento dei suoi 15 lavoratori. Oltre a questa grave perdita si profilerebbe anche la chiusura di Tessilquattro con il licenziamento dei suoi 65 dipendenti, questo perché Tessilquattro depura a basso costo i suoi liquidi presso Acquaspace, essendo le due aziende collegate, e non potrebbe rivolgersi altrove.

Il PD roveretano segue con molta attenzione e preoccupazione la situazione e nell’esprimere la massima solidarietà ai lavoratori e alle due aziende, con l’augurio che al più presto si torni alla normalità, pone alcuni importanti interrogativi: come può essere che un’indagine in corso possa mettere a repentaglio la vita stessa di due aziende e di 78 lavoratori? E se alla fine risultasse tutto regolare ma fuori tempo massimo, con le aziende chiuse e i lavoratori licenziati, chi pagherebbe i danni morali e materiali? Quali sono gli strumenti da mettersi in atto immediatamente?

Il Pd roveretano è convinto che sia la politica a dover farsi carico della grave ed intricata situazione e quindi chiede, pubblicamente e con forza, a tutti i rappresentanti politici del Trentino di far fronte comune e di impegnarsi a fondo per salvare Acquaspace e Tessilquattro dalla chiusura».













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