Una sola Apsp per gli anziani e i disabili 

A Levico nasce la “Curae” frutto della fusione tra casa di riposo e Piccola Opera. La presidente: «Il nostro agire farà scuola»


di Franco Zadra


LEVICO TERME. A fine mese sarà operante la Apsp Levico Curae frutto della fusione tra la Casa di risposo San Valentino e il Centro Don Ziglio. «Prima e per il momento unica realtà in Trentino – dice la presidente, Martina Dell’Antonio – dove si contano circa quarantacinque Apsp. Fusione di due realtà gestite nello stesso modo e che hanno l’obiettivo comune dell’assistenza alla persona. Unica non solo perché di due enti se ne fa uno, ma anche quindi perché saremo gli unici a comprendere due realtà di servizi che di solito vengono tenuti separati, la disabilità e le persone anziane».

La filosofia di questa operazione abbastanza articolata e complessa si può cogliere bene proprio a partire dal nome della nuova Apsp che avrà in organico 295 persone, 140 dipendenti provenienti dalla San Valentino e 155 dal Centro con Ziglio. Si chiamerà Levico Curae (Centro unico riabilitativo assistenziale educativo). «Un acronimo – spiega il direttore, Fabrizio Uez – che dal latino si declina in cura, sollecitudine, premura, attenzione, riguardo, diligenza, solerzia, e tanti altri sostantivi utili a indicare ciò che è anche raffigurato nel logo, realizzato gratuitamente da Ferdy Lorenzi, dove si è voluto rappresentare, in una pennellata di tre quarti di cerchio di colore giallo con all’interno stilizzata una persona che si offre, protegge, tende le braccia verso chi si trova nel bisogno, che si prende cura degli altri, con un cerchio per dare l’idea della centralità della persona e quindi di “casa”, di sicurezza e di accoglienza».

Una realtà importante anche dal punto di vista economico, visto che il patrimonio iniziale risultante dagli incrementi effettuati negli anni dalle due Apsp, stimato al 2016, raggiunge il valore complessivo di quasi 15 milioni di euro.

«Un’azienda – continua il direttore – che ridistribuirà sul territorio, tra stipendi e fornitori, circa tre milioni di euro». «Per Levico – aggiunge la presidente – sarà una realtà importante che rappresenterà certamente un valore aggiunto, non soltanto sotto il profilo della razionalizzazione della spesa grazie alla collaborazione con la Centrale acquisti Alta Valsugana, ma soprattutto perché andranno aumentando le collaborazioni e gli scambi con la realtà cittadina, e le iniziative in rete con le altre Apsp presenti in valle, secondo un modello operativo che pensiamo farà scuola».

«Gli educatori professionali – spiega ancora Uez – sono 35 alla Don Ziglio e 4 alla San Valentino. Nella Levico Curae che ingloba i due ambiti troveranno l’opportunità di arricchire la loro esperienza professionale, poiché qualora si dovesse coprire un determinato servizio o progettare qualche nuovo intervento ci si avvarrà ovviamente del personale interno». «Siamo in continuo dialogo con le organizzazioni sindacali – dice la presidente – che si sono complimentate con noi per questa fusione che non tutte le amministrazioni di questi tempi si sarebbero sentite di affrontare».













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