L’Agro Irriguo protesta e l’acqua torna nel Fersina 

L’allarme. Poco dopo le 15 non si sono più potute irrigare le campagne: soltanto verso le 16.40 dopo che i dirigenti del consorzio hanno chiamato al Provincia il flusso è tornato alla normalità


Roberto Gerola


Pergine. L’allarme è scattato ieri poco dopo le 15 ad opera dell’Agro Irriguo Perginese e del suo presidente Luigino Laner in particolare. Nel giro di pochi minuti è venuta a mancare l’acqua irrigua per i frutteti e per i piccoli frutti in tutta la piana perginese nell’ambito del perimetro del Consorzio. Telefonate concitate in Provincia (ai tecnici e non), dove non erano al corrente di nulla. Scottati per la situazione verificatasi qualche anno fa, i responsabili dell’Agro Irriguo si sono subito interessati. «Anche perché, ci hanno detto ieri, non è che l’acqua manchi in questo periodo. Stamattina (appunto ieri mattina, ndr) la portata del torrente Fersina era tra le più intense. Una situazione che dura ormai da giorni, viste le precipitazioni, lo scioglimento delle nevi in alto quota, l’apporto dei rivi affluenti del Fersina. Ieri mattina anche la centrale idroelettrica a Canezza, funzionava a pieno ritmo». Poi, improvvisamente la “chiusura” e solo dopo l’immediata protesta dell’Agro irriguo (e quindi alle 16.40 circa), l’acqua è tornata a scorrere regolare.

Nel frattempo dal “Ramo acque” della Provincia veniva comunicato che la sospensione era dovuta ai lavori (dei Bacini Montani) nell’alveo. «Ma non ci risultano interventi. Gli ultimi sono stati due mesi fa», ha sostenuto il presidente Laner.

Intanto, due le iniziative del Consorzio. La prima, immediata, l’invio di una lettera a proposito dell’effetto “colpo d’ariete”: sospensione e successiva ondata irrigua possono provocare seri danni alle coltivazioni. Poi la richiesta all’assessorato provinciale all’agricoltura di un incontro affinché non si abbia a ripetere le vicissitudini di qualche anno fa quando per mesi, si palleggiavano responsabilità sulla carenza d’acqua irrigua.













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