«Aumentati gli animali investiti sulle strade della Vigolana»

Altopiano della Vigolana. Non si è mai fermato il lavoro sul terreno per i forestali della stazione di Levico, che hanno continuato a controllare cosa succedeva nei boschi (oltre che controllare...


Maddalena Di Tolla Deflorian


Altopiano della Vigolana. Non si è mai fermato il lavoro sul terreno per i forestali della stazione di Levico, che hanno continuato a controllare cosa succedeva nei boschi (oltre che controllare sentieri vietati per Covid) sull’altopiano, come in fondovalle. Ne abbiamo parlato con l’ispettore forestale Giuliano Paoli, della Stazione di Levico Terme.

«Abbiamo alternato attività diverse, in questo periodo. Abbiamo notato un aumento di investimenti di animali selvatici, purtroppo – spiega – probabilmente dovuto all’abituazione della fauna alla situazione di scarsissima presenza di vetture durante il lungo lockdown. Adesso serve quindi maggiore attenzione e prudenza da parte di chi guida».

Sono in particolare lepri e caprioli ad essere rimasti maggiormente vittime del temibile “roadkilling”, come si chiama in gergo tecnico l’investimento stradale. I controlli erano rivolti ovviamente anche a evitare che qualche furbo approfittasse dell’isolamento per posizionare lacci o trappole. Tra le segnalazioni rientra l’ultima predazione del tutto selvatica da lupo, ai danni di un capriolo, rimasta inosservata alla popolazione come agli allevatori.

Tra i compiti che i forestali hanno continuato a espletare, rientra la risposta alle segnalazioni e alle consegne di animali selvatici morti da parte dei cittadini. In particolare nei giorni scorsi un residente a Vattaro ha trovato una femmina di picchio verde morta, con un foro che poteva far pensare (in questo caso però erroneamente, sembra) a un pallino da flobert. Il ritrovamento ha suscitato sui social reazioni sdegnate. Il picchio verde è una specie protetta e cacciarla è illegale.

«In ogni caso - spiega Paoli - la radiografia e l’esame autoptico effettuati escludono che si sia trattato di uno sparo. Resta l’ipotesi di un animale ferito che ha subito una predazione interrottasi per qualche motivo oppure una ferita procuratasi su una recinzione».













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