Ponte Caffaro, ancora uno stop I lavori slittano a settembre 

Opere pubbliche attese. L’apertura del nuovo “svincolo asimmetrico” sul fiume a Lodrone spostata per ragioni di traffico. L’ingegner Moneghini: «Impossibile rallentare 10 mila auto» 


Stefano Marini


Lodrone L'apertura del nuovo "svincolo asimmetrico" sul fiume Caffaro, che avrebbe dovuto essere pronto per la fine della primavera, è con ogni probabilità destinata a slittare di nuovo, data più probabile per l'inizio dei lavori, settembre prossimo. Si tratta dell'ennesimo rinvio per un opera terminata ormai 2 anni fa e mai aperta per l'impossibilità da parte di Tir e corriere a potervi circolare completamente.

La conformità estetica

«La Soprintendenza di Brescia ha capito le nostre ragioni e ci ha permesso di allargare il vecchio ponte a patto di garantire la sua conformità estetica al modello precedente» a parlare è l'ingegner Salvatore Moneghini, il cui studio si occupa del progetto di sistemazione del vecchio ed usurato pone sul Caffaro. Per Moneghini l'iter sarebbe a buon punto: «Nelle scorse settimane col sindaco di Bagolino ci siamo recati a Trento a parlare con i funzionari provinciali, che proprio giovedì sono venuti in sopralluogo - dice ancora l'ingegnere - il progetto definitivo è stato approvato a dicembre dalla conferenza dei servizi, mentre l'esecutivo deve essere validato dalla giunta di Bagolino. A quel punto si procederà con l'appalto dei lavori di sistemazione sul vecchio ponte. La mia speranza è che si possa arrivare a completare le procedure per fine aprile. In tal modo il ponte potrebbe essere riaperto per metà luglio, più ampio di 2 metri e del tutto in grado di reggere il traffico moderno. Se non sarà possibile allora i lavori cominceranno a metà settembre per essere terminati verso la fine dell'autunno, poiché è improponibile rallentare il traffico per tutta l'estate quando i transiti vanno dagli 8 mila ai 10 mila al giorno con punte di 15 mila negli week end di esodo».

Il sindaco Turinelli

Niente lavori nel cuore dell'estate ed è comprensibile. Con la chiusura del vecchio ponte bisognerà utilizzare quello nuovo, che sarà finalmente aperto ma e a senso unico alternato, con tutto quel che ne conseguirà per la viabilità. Sulla questione anche il sindaco di Storo Luca Turinelli mostra una linea molto ferma: «Riguardo al ponte il Comune di Storo ha l'unica responsabilità di concedere spazio al cantiere sul proprio territorio - dice il primo cittadino - ed io ho già ribadito al collega Dagani che non concederò i permessi qualora i lavori dovessero iniziare nell'imminenza dell'estate. I disagi alla circolazione sarebbero infatti troppo forti. In tal caso si dovrà partire con l'autunno».













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