In 38 mila nei “volti” di Rango a caccia di prodotti a km0
RANGO. I cannoli siciliani accanto agli arancini e il pane panelle sugli scudi a Rango. Infatti, ospite d’onore ai mercatini era il borgo più bello d’Italia di Geraci Siculo, che al “volt 36”...
RANGO. I cannoli siciliani accanto agli arancini e il pane panelle sugli scudi a Rango. Infatti, ospite d’onore ai mercatini era il borgo più bello d’Italia di Geraci Siculo, che al “volt 36” presentava appunto i suoi prodotti siciliani: appunto cannoli, artancini e pane panelle.
Da segnalare il nuovo record per i mercatini di Rango nel weekend più lungo di dicembre, quello dell’Immacolata. Secondi i dati offertici da Benetti (carabinieri in congedo) lo scorso fine settimana ha visto a Rango la presenza di 37.500/38.000 visitatori, suddivisi nelle 3 giornate (14 mila, 16 mila, 8 mila), grazie ai 109 pullman, 794 camper e 6.650 macchine.
Chi conosce bene la zona si stupirà di leggere questi dati, perché significa che ogni spazio disponibile (campi sportivi, aree attrezzate) è stato riempito, tanto che il comitato Valorizzazione Rango ha dovuto chiedere agli abitanti non solo di Rango, ma anche dei paesi bleggiani vicini di lasciare parcheggiare le auto nei loro prati, temporaneamente incolti.
Il superamento dei diecimila in una sola giornata (in questo caso nel giorno dell’Immacolata e del sabato successivo) fa ormai parte dell’esperienza dei mercatini di Rango, abituati a resistere all’onda d’urto dei visitatori: proprio per questo gli organizzatori hanno predisposto un rafforzamento del volontariato per fare fronte alle richieste sempre più numerose dei visitatori, come noto provenienti per la maggior parte dalle città della pianura Padana.
Il tempo ha aiutato parecchio, anche se domenica sera la neve ha fatto capolino anche a Rango, mandando in tilt le squadre di volontari per il traffico: per fortuna la maggior parte dei vacanzieri a quell’ora era già sulle autostrade italiche per il ritorno a casa!
Ottima la frequentazione dei 14 “volt -osteria”, dove gustare i piatti della tradizione contadina locale o bere un buon vin brulè, molti dei quali gestiti dalle Associazioni della valle. Per la maggiore vanno i volt che offrono prodotti a km0 e se possibile biologici. «Il bio quest’anno va per la maggiore, la gente non cerca altro», ci dice, infatti, uno dei volontari adibiti alla mescita di un ottimo vin brulé. (gr.r.)