L’anniversario

Ricordato l’eccidio di Malga Zonta: ripudio della guerra come risoluzione dei conflitti

Durante la cerimonia di ieri, 15 agosto, sono emerse con forza le figure e le gesta di Alcide De Gasperi e Piero Calamandrei. Infine, uno sguardo a quanto sta succedendo in Ucraina e nel Medioriente, le preoccupazione per il riarmo, le analogie tra la situazione attuale e gli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, e un appello a tutti i popoli europei di non tollerare quanto sta accadendo e di non lasciarsi vincere dal fatalismo



FOLGARIA. Il ripudio della guerra come risoluzione dei conflitti e la strenua difesa della democrazia. Sono due dei numerosi messaggi e appelli alla popolazione giunti da Malga Zonta, nell'81/o anniversario dell'eccidio nazifascista costato la vita, il 12 agosto 1944, a 14 partigiani e 3 malgari, in gran parte giovani.

E ai giovani ha voluto rivolgersi il vicepresidente della Provincia, Achille Spinelli: "In questi luoghi - ha affermato - alcuni giovani ragazzi - molti appena ventenni - ebbero il coraggio di ribellarsi alla dittatura e a un destino che sembrava già scritto. Lo fecero scegliendo di stare dalla parte di valori universali: libertà, democrazia, solidarietà, ripudio di ogni forma di totalitarismo. Sono gli stessi principi sanciti dalla nostra Costituzione e alla base della nostra autonomia, che costituiscono il fondamento del nostro pensare e agire quotidiano".

"La loro memoria deve restare viva - ha proseguito Spinelli - perché il loro esempio continua a trasmetterci insegnamenti preziosi. Ne voglio ricordare due in particolare. La prima riflessione è che la guerra va sempre ripudiata: dobbiamo lavorare ogni giorno per costruire una pace duratura e garantire la piena dignità di tutti i popoli. Il secondo insegnamento è rivolto soprattutto ai giovani: impegnarsi per costruire un mondo diverso, un mondo migliore, è possibile. Ed è auspicabile. Ciascuno può fare la propria parte, può essere protagonista e il ruolo attivo dei giovani in ogni aspetto della vita collettiva rappresenta una speranza concreta per tutta la nostra comunità".

Il sindaco di Folgaria Michael Rech, il vicepresidente della Provincia di Vicenza Marco Guzzonato, la vicesindaca di Trento Elisabetta Bozzarelli, i sindaci e rappresentanti delle amministrazioni limitrofe lagarine e venete, il direttore della Fondazione del Museo Storico del Trentino Giuseppe Ferrandi, lo storico Francesco Filippi e il presidente provinciale dell'Anpi Mario Cossali hanno ribadito la necessità di lavorare costantemente per la pace, del ripudio della guerra come mezzo di risoluzione dei conflitti, della difesa della democrazia e hanno auspicato la fine dei conflitti armati in corso.

Nelle parole dei presenti sono emerse con forza le figure e le gesta di Alcide De Gasperi e Piero Calamandrei, oltre al decisivo ruolo dei partigiani e dei cittadini italiani per la sconfitta del nazifascismo. Infine, uno sguardo a quanto sta succedendo in Ucraina e nel Medioriente, le preoccupazione per il riarmo, le analogie tra la situazione attuale e gli anni che precedettero il secondo conflitto mondiale, e un appello a tutti i popoli europei di non tollerare quanto sta accadendo e di non lasciarsi vincere dal fatalismo.













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