Scuola

Abbandono scolastico precoce: in Trentino colpisce l'1,7% dei sedicenni. Tutti i dati

Nel triennio analizzato, dal 2021 al 2024, sono stati registrati complessivamente 287 casi di studenti che hanno lasciato gli studi a 16 anni senza aver conseguito alcun titolo. La distribuzione temporale mostra una relativa stabilità nei primi due anni scolastici considerati, con circa un centinaio di abbandoni annui nel 2021-2022 e 2022-2023, seguita da una diminuzione nell'anno successivo



TRENTO. L'abbandono scolastico precoce in Trentino riguarda l'1,7% degli studenti sedicenni, con una netta prevalenza maschile che rappresenta circa due terzi dei casi. È quanto emerge dai dati forniti dall'assessora Gerosa in risposta a un'interrogazione di Mariachiara Franzoia )Partito Democratico) sui numeri dell'abbandono scolastico nella provincia autonoma.

Nel triennio analizzato, dal 2021 al 2024, sono stati registrati complessivamente 287 casi di studenti che hanno lasciato gli studi a 16 anni senza aver conseguito alcun titolo. La distribuzione temporale mostra una relativa stabilità nei primi due anni scolastici considerati, con circa un centinaio di abbandoni annui nel 2021-2022 e 2022-2023, seguita da una diminuzione nell'anno successivo.

Il fenomeno colpisce principalmente i percorsi di formazione professionale, che concentrano il 60% del totale degli abbandoni con 176 casi nei tre anni presi in esame. La componente maschile risulta nettamente prevalente anche in questo settore. Seguono i licei con 52 casi, gli istituti tecnologici con 25, quelli economici con 20 e artistici con 17. Più contenuti i numeri per il professionale quinquennale con 5 casi, mentre marginale risulta il fenomeno nella scuola secondaria di primo grado con soli 2 episodi registrati.

L'assessora Gerosa ha precisato che i dati si riferiscono al "presunto abbandono" rilevato dalle singole istituzioni scolastiche e potrebbero essere sovrastimati, poiché non tengono conto degli studenti che si sono trasferiti fuori provincia. Ha inoltre sottolineato che a 16 anni, in Italia e in Trentino, non si consegue normalmente un diploma di scuola secondaria superiore né una qualifica professionale triennale, salvo casi di anticipo nell'ingresso scolastico.

La consigliera del Pd che aveva posto l'interrogazione aveva richiesto dati dettagliati per genere e tipologia di istituto degli ultimi tre anni, evidenziando la necessità di monitorare un fenomeno che, seppur numericamente contenuto, richiede attenzione costante.

Considerando che la popolazione complessiva degli studenti sedicenni in provincia si aggira intorno alle 5.600 unità, l'1,7% di abbandoni rappresenta una percentuale significativa che conferma l'importanza di mantenere alta l'attenzione sulle politiche di prevenzione e contrasto della dispersione scolastica.

Franzoia, nella replica, ha dichiarato di stare approfondendo la questione con l'obiettivo di "non perdere traccia di nessuno dei ragazzi". Ha sottolineato come sia positivo quando gli studenti riescono a rientrare nel sistema formativo o proseguono altrove il loro percorso di studi, ma ha ribadito l'importanza di non perdere di vista nessuno di loro.

I dati trentini riflettono una problematica nazionale che richiede interventi mirati, soprattutto verso la popolazione maschile e nei percorsi di formazione professionale. L'assessora ha ricordato che l'uscita temporanea dal percorso scolastico a 16 anni non implica necessariamente un abbandono definitivo, poiché alcuni studenti sospendono gli studi per poi riprenderli successivamente.













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