L'ondata di calore si allunga e potrebbe accentuarsi in Italia del nord
La massa di aria proveniente dal Nord Africa può avere effetti più forti nei prossimi giorni e durare ancora una settimana. Ecco l'analisi del fisico dell'atmosfera Lorenzo Giovannini (Università di Trento): «Preoccupa che nel medio periodo non si veda la fine di questo fenomeno. Ormai le estati sono molto calde e simili fra loro: è come vivere regolarmente quella record del 2003»
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È destinata a durare a lungo, tanto che potrebbe esaurirsi a fine mese o dopo, l'ondata di calore che dal 18 giugno sta attraversando l'Europa meridionale e il Nord Italia.
Se finora la parte centrale di questa massa di aria calda proveniente dal Nord Africa ha fatto impennare a livelli da record le temperature in Spagna e Francia, nei prossimi giorni potrebbe accentuarsi sull'Italia.
A descrivere la situazione è il fisico dell'atmosfera Lorenzo Giovannini, dell'Università di Trento.
«Preoccupa che nel medio periodo non si veda la fine di questa ondata calda, potrebbe forse arrivare all'inizio di luglio, ma si prevedono temperature elevate per tutto giugno», dice l'esperto.
Il meccanismo che genera le ondate di calore è sempre lo stesso ed è nella massa d'aria calda che risale che dal Nord Africa.
In questi giorni a spingerla verso l'Europa meridionale è una zona di aria più fresca che si trova sull'Atlantico, al largo del Portogallo, una cosiddetta goccia fredda: «È un fenomeno che ogni tanto si verifica e che comporta un processo di compensazione».
Vale a dire che più la goccia fredda è persistente, più a lungo la massa d'aria calda sarà deviata.
La zona centrale di quest'ultima, con al temperatura maggiore, ha toccato Spagna e Francia, ma «nei prossimi giorni si troverà sull'Italia settentrionale, provocando un ulteriore aumento delle temperature atteso, in particolare fra domenica 28 giugno e lunedì 29».
Come tutte le previsioni, prosegue Giovannini. Anche queste hanno un margine di incertezza, soprattutto per quanto riguarda il processo che metterà fine al fenomeno.
Le ipotesi sono due: «È possibile che l'anticiclone africano e la goccia fredda sull'Atlantico si esauriscano gradualmente, oppure l'ondata di calore potrebbe essere spazzata via da una perturbazione atlantica».
In questo caso, il contrasto fra l'aria fredda in arrivo e quella molto calda dell'anticiclone potrebbe generare eventi intensi, come forti venti e grandinate.
Se la risalita di aria calda dal Nord Africa è un fenomeno noto, l'elemento nuovo è la sua «crescita lenta e continua, con ondate di calore che diventano sempre più lunghe e intense».
In generale, «stiamo andando incontro a fenomeni meteorologici sempre più persistenti, che si tratti di ondate di calore o di episodi di maltempo».
Se spesso la lunga ondata di calore in corso viene confrontata a quella del 2003, per Giovannini bisogna considerare che «il caldo del 2003 era stato un evento eccezionale, fuori scala rispetto alle temperature mede di quel periodo, ma adesso la situazione è molto diversa, perché stiamo vivendo estati molto calde e tutte simili fra loro: è come se vivessimo tante estati 2003».