Venezia sta a galla, è l’Aquila che annega 

Contro la capolista si vede una reazione ma non basta: 64-87


di Federico Fuiano


TRENTO. Piove sul bagnato: non conosce la parola vittoria l’Aquila Dolomiti Energia Trentino, che cade in casa al cospetto della capolista Reyer Venezia (64-87), collezionando la settima sconfitta consecutiva tra tutte le competizioni della nuova stagione del basket maschile e rimane fanalino di coda della serie A. Alla BLM Group Arena nulla ha potuto la formazione di coach Buscaglia, che, pur potendo contare sul rientrante Gomes, ha dovuto cedere di fronte alla maggior forza della formazione oro-granata. Di buono c’è da sottolineare la reazione nel secondo tempo dell’Aquila, dopo una prima frazione disastrosa. Resta il fatto però che la formazione trentina è ancora a secco di vittorie in campionato. Al contrario la Reyer Venezia prosegue nel suo momento positivo, raccogliendo il settimo successo consecutivo tra tutte le competizioni, a fronte di zero sconfitte.

Nell’ennesima serata amara di questo inizio di stagione, all’Aquila non sono bastati i 13 punti di un convincente Marble, apparso in lieve ripresa, mentre per gli ospiti è stata decisiva la prova di Daye (21 punti), oltre a quella di Tonut, autore dei canestri pesanti nell’ultimo quarto (12 punti).

Buscaglia recupera e schiera in quintetto Gomes, insieme a Radicevic, Flaccadori, Pascolo e Hogue, mentre per Venezia, che deve rinunciare a Washington, partono dalla palla a due Stone, Haynes, Bramos, Daye e Vidmar. L’inizio della formazione di Maurizio Buscaglia sembra rispecchiare quello delle ultime uscite, Daye e soci vanno avanti, ma Marble sorpassa sul 5-4. Le triple di Bramos e Daye creano il primo allungo della Reyer ed è sempre un ispirato Marble (già in doppia cifra) a tenere a contatto i bianconeri (9-16). Gli ospiti fanno il vuoto a rimbalzo e Watt è protagonista sotto i tabelloni, coi canestri di quest’ultimo che consentono alla Reyer di guidare alla fine del primo parziale (18-26).

La Dolomiti Energia trova notevoli difficoltà ad attaccare a difesa schierata, al rientro in campo la Reyer non fa prigionieri, continua a giocare alla sua maniera e va sul +13 grazie alle affondate di Vidmar (20-33). Nonostante il timeout di Buscaglia, gli oro-granata non hanno pietà dei trentini e trovano addirittura il +18 col gioco da tre punti di Daye (20-38). A interrompere l’emorragia ci pensa Flaccadori, che realizza a cronometro fermo. I punti del giovane bergamasco sembrano svegliare l’Aquila,visto che nel giro di due giri lancette realizzano anche Beto e Jovanovic: all’intervallo Venezia guida 30-43.

Dopo la pausa lunga la Reyer continua imperterrita a bombardare la retina dei padroni di casa, Haynes colpisce dall’arco e fa +21 (30-51). Gomes e Jovanovic provano ad accennare una reazione, così come Pascolo, ma la Reyer risponde colpo su colpo e Haynes rispedisce i padroni di casa sul -20 con la realizzazione dall’angolo. Nel momento più duro dei trentini, Radicevic si accende, segna due volte e Marble lo segue: 47-60 e De Raffaele ferma la gara. Venezia sembra aver perso la sua brillantezza e il canestro di Hogue prima della sirena consente di ridurre lo svantaggio trentino (53-64 al 30'). Lo statunitense è scatenato e segna anche al rientro sul parquet, Flaccadori infila dai 6.75 facendo -6 e trasformando in una bolgia la BLM Group Arena, prima del nuovo canestro del centro americano (60-64). De Raffaele ferma la gara e al rientro in campo Tonut segna tre volte, siglando lo strappo decisivo degli ospiti. Venezia scappa via definitivamente, l’Aquila non riesce a reagire e incassa la settima sconfitta di fila: finisce 64-87.

©RIPRODUZIONE RISERVATA















Ambiente&Percorsi

ITINERARI

Moena, nella storia di due malghe trasformate dal tempo

Roncac e Panna, oggi noti ristoranti, si trovano fra i prati a pochi chilometri dal centro: in passato erano punti di riferimento per i pascoli più bassi, i primi dove si portava il bestiame in primavera, nella fascia forestale che unisce il Latemar al Catinaccio. Ecco una proposta di passeggiate per scoprire entrambe le realtà, in un paesaggio fra i più belli delle Dolomiti
Malga Misone o di Tenno, conca verde su un monte dimenticato
Baito ai fortini di Molveno, passeggiata tra lago e cime


FIORENZO DEGASPERI

Primo piano

LIBRO

Quando il cielo si accende, Lorenzo Mirandola a caccia di aurore boreali

Ingegnere ambientale, vive nel nord della Finlandia, è protagonista di un'avventura personale e professionale che ora diventa un volume, dal 27 ottobre in libreria. Una passione nata molto prima di trasferirsi oltre il Circolo polare artico, quando era ancora un bambino: «È nata da una fotografia vista quando avevo sette o otto anni»


IDA BINI