IL CASO

Scurelle, trecento le salme nel capannone degli orrori. Trasferite dalle bare agli scatoloni

Indagato il sessabntenne rappresentante legale della coop, che portava le spoglie all’incenerimento senza la bara, dimezzando i costi della lavorazione, e recuperava le bare in zinco.

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SCURELLE. Lo spettacolo che si è presentato agli occhi degli investigatori è stato raccapricciante: 27 le bare accatastate e che i lavoratori stavano provvedendo ad aprire e svuotare, ma i militari dell’Arma ritengono siano almeno 300 le spoglie provenienti da diverse province del Veneto e che erano destinate ad alcuni forni crematori del nord Italia.

Le spoglie dei defunti venivano trasferite dalle bare, in legno o in zinco, ad alcuni scatoloni - con tanto di nome, cognome e data di morte del caro estinto - senza tante cerimonie, in barba alle principali norme igienico-sanitarie, ma soprattutto in un luogo a dir poco promiscuo: un capannone, in località Asola, a Scurelle, dove venivano custoditi anche vecchi motori di autovetture e mezzi pesanti e bidoni di olio.

Sono stati gli agenti della polizia locale della Bassa Valsugana, insieme ai carabinieri del Nucleo operativo ecologico (Noe), a sorprendere, all’interno di un capannone, gli operai di una coop specializzata in servizi funerari intenti a trasferire resti di defunti dalle bare ad alcuni scatoloni.

La cooperativa - che aveva i necessari permessi per il trasporto di resti funerari - portava le spoglie all’incenerimento senza la bara, dimezzando quindi i costi della lavorazione, che da circa 800 euro scendevano a 400. Inoltre recuperava le bare in zinco e le parti in ottone in modo da massimizzare i guadagni.

Il rappresentante legale della coop, un sessantenne della Valsugana, è stato iscritto nel registro degli indagati e le ipotesi di reato sono di vilipendio di cadavere e gestione illecita di rifiuti.

La ditta - che è una delle più note della zona e svolge da anni servizi funerari - aveva vinto appalti in diversi comuni del Veneto. Le spoglie, che si ritiene avessero tutte oltrepassato i 20 anni di sepoltura, da regolamento, in assenza di un rinnovo della concessione, devono essere cremate o, in alternativa, destinate a un ossario. 













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