Canal San Bovo, Rattin non si ricandida a sindaco 

Verso le elezioni del 3 maggio. Dopo un solo mandato amministrativo lascia la guida del Comune: «Troppe ragioni di ordine personale e professionale. È stato un grande onore»


RAFFAELE BONACCORSO


Canal san bovo. Il sindaco di Canal San Bovo, Albert Rattin, dopo un solo mandato amministrativo, lascia la guida del Comune non presentandosi più come candidato alle elezioni comunali del prossimo 3 maggio. Si sa che c’è un certo movimento per la presentazione di candidature, in particolare al momento si parla, come candidato sindaco, di Bortolo Rattin, residente nella frazione di Ronco, funzionario in pensione della Cassa Rurale Dolomiti di Fassa, Primiero e Belluno.

Al sindaco uscente Albert Rattin, abbiamo chiesto le motivazioni della sua scelta di lasciare. «Troppe ragioni di ordine personale e professionale mi hanno indotto a non accogliere la prospettiva di candidarmi per un nuovo mandato. Rappresentare i cittadini – spiega Rattin – lavorare per la comunità locale, impegnarsi per cercare di risolvere i problemi della gente, è stato per me un grande onore e sono felice di avere avuto questa possibilità. È stata anche un’occasione straordinaria per conoscere, da una prospettiva privilegiata, le persone, la società e le istituzioni. Per me non è stato solo un arricchimento essenziale, ma anche una magnifica lezione di vita».

Quali sono state le linee guida del suo operato ?

«Rispetto al messaggio politico e sociale del mio mandato, è stata promossa un’azione politica verso l’esterno nuova, di apertura e dialogo, costruttiva e propositiva, pulita da inutili e consumate autocommiserazioni e chiusure; il nostro territorio, per le sue caratteristiche, è un tassello importantissimo del Primiero e deve rappresentare un valore anche per la Provincia. Ci siamo mossi consapevoli di questa qualità».

Cosa vuole ricordare di quanto fatto nel corso del suo mandato amministrativo?

«Questi cinque anni sono stati estremamente intensi ed impegnativi. Il drastico calo di risorse disponibili, la crisi economica che ha pesantemente colpito anche il nostro territorio, alcune complesse situazioni ereditate, prima tra tutte il teleriscaldamento, e da ultimo la tempesta Vaia, hanno fatto sì che, giocoforza, buona parte delle nostre energie andassero alle situazioni congiunturali piuttosto che alle questioni, certamente più accattivanti, strutturali. Il contesto del quinquennio mi ha fatto operare più come meccanico che pilota dell’Ente; e con pragmatismo, metodo e passione si sono ottenuti risultati importanti».

Ce li vuole elencare in sintesi questi risultati?

«C’è stato un progressivo e tangibile incremento e miglioramento delle infrastrutture a servizio delle esigenze del nostro Comune (posa di fognature, acquedotto) e un’attenzione particolare all’ambiente, al decoro urbano e al paesaggio, in linea con quanto proposto nel programma di mandato, unito ad una programmazione che si è intrecciata con le attività emergenziali e post emergenziali. Gli investimenti complessivi, in tal senso, sono stati notevoli. Altri progetti hanno coinvolto il settore del turismo, della ricettività e delle attività all’aperto; ampie ed innovative, inoltre, sono state le iniziative in ambito culturale e sociale».

Cosa lascia alla futura amministrazione?

«Lascio il Comune con serenità e soddisfazione. L’Ente è in ordine, e numerose ed attese opere, appaltate o già finanziate, vedranno la luce nel corso del 2020. Tanto è stato fatto, e molto si può e si deve ancora fare. L’augurio è quello che il territorio sappia affrontare il futuro con consapevolezza. Che possa fronteggiare i prossimi anni con senso di responsabilità, moderno spirito di iniziativa e coesione».















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