L'ALLARME

La Corte dei Conti: "Situazione critica per il bilancio della Regione"

I magistrati denunciano l'eccessiva facilità con cui vengono concesse fidejussioni e lo scarso avanzo di bilancio



TRENTO. La situazione della Regione Trentino Alto Adige è «particolarmente critica e la prospettiva è poco rassicurante», secondo la Sezione di controllo della Corte dei conti di Trento, presieduta da Diodoro Valente affiancato dal relatore, Gianfranco Postal, e dal consigliere Massimo Agliocchi.

Nell'incontro con la dirigente delle risorse umane e bilancio Claudia Anderle, in rappresentanza della Regione, i magistrati contabili hanno anche evidenziato l'assenza di «un organo di riferimento politico» nella seduta in cui la Sezione di controllo ha presentato la propria istruttoria sul bilancio di previsione 2015 della Regione Trentino Alto Adige.

Le entrate correnti sono pari a 313 milioni di euro, diminuite di un quasi un terzo dal 2014 (32,2%) e dopo la modifica dello Statuto - saranno «permanentemente dimezzate». Un aspetto su cui il relatore evidenzia «rilevanti difficoltà, se non l'impossibilità di verificare - prosegue Postal - l'accertamento dell'entità degli oneri e quindi dell'osservanza e della tutela degli equilibri di bilancio». Altra criticità, stando alla relazione, si evidenzia nel minimo avanzo dell'amministrazione di soli 3,097 milioni di euro (tre anni fa la cifra era di circa 900 milioni di euro). Ma anche crediti o fidejussioni concessi senza prevedere la sottoscrizione di contratti finanziari o piani di ammortamento annuali di rientro, come fanno normalmente Ministero dell'economia o Cassa depositi e prestiti: il caso della fidejussione di circa 40 milioni di euro a Mediocredito per un mutuo contratto con la Bei.

Nell'ipotesi in cui la Regione dovesse garantire il denaro, si «esporrebbe al rischio di dover ricorrere all'indebitamento», violando quattro articoli della Costituzione. Altro aspetto evidenziato dalla Corte dei conti è la mancanza di un collegio di revisori in Regione, come nelle due Province autonome di Trento e Bolzano, malgrado siano passati tre anni dalla legge che li prevede.













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