Guida spericolata, gli autisti non ci stanno

«Sbagliato generalizzare. E di notte c'è anche chi ci sputa addosso»


Martina Bridi


TRENTO. Le osservazioni sollevate in una lettera inviata dalla Uil Pensionati del Trentino ai vertici della Trentino Trasporti non sono piaciute agli autisti che ogni anno macinano milioni di chilometri sulle tratte urbane e extraurbane. Oggetto della diatriba, lo stile di guida poco corretto e irrispettoso di alcuni conducenti dell'autobus, secondo quanto espresso dalla Uilp che si è fatta portavoce delle segnalazioni di alcuni cittadini. Ma gli autisti non ci stanno. «Noi dobbiamo guardare la strada ed evitare incidenti, facciamo attenzione ma gli imprevisti possono capitare e i passeggeri, soprattutto quelli più anziani, devono capire che è difficile mantenere l'equilibrio se si va in giro con due borse della spesa e magari anche il bastone - replica Paolo Fedel - e comunque non è giusto generalizzare, se qualcuno vuole lamentarsi dalla guida di un autista basta che segnali all'azienda il suo numero di tesserino».

Anche il collega Claudio Franchi è dell'opinione che le persone dovrebbero essere più prudenti: «Se tutti avessero la possibilità di sedersi, non ci sarebbero problemi. Purtroppo non ci sono sedili a sufficienza quindi chi resta in piedi deve fare più attenzione, perché su un mezzo così grande le frenate si percepiscono in maniera amplificata anche viaggiando solo ai 30 all'ora». A ritenere inutile tutta questa polemica è Rosario Tripoli: «Le persone si lamentano, ma non si rendono conto che il servizio funziona benissimo e che nelle altre città italiane le cose vanno molto peggio».

Secondo Stefano Bailoni i veri problemi sono altri: «Da me non è mai venuto nessuno a lamentarsi, in ogni caso mi preoccupano molto di più alcune scene che si verificano soprattutto durante le corse notturne. A uno di noi hanno sputato addosso, un altro si è sentito insultare perché non apriva le porte posteriori, che dopo una certa ora devono rimanere chiuse come stabilito dal regolamento, per non parlare di quelli che fumano».

Non è facile per gli autisti sopportare il traffico, evitare i pedoni che attraversano ovunque, schivare le biciclette, affrontare i turni serali e quelli della prima mattina. Per testare sul campo la loro guida, ieri pomeriggio abbiamo utilizzato alcuni autobus. Il 10 parte dalle stazione alle 14.30 e tutti trovano posto. Le curve a gomito che precedono l'arrivo alla fermata di via Rosmini/piazza Santa Maria Maggiore vengono affrontate dolcemente. Qui scendiamo e saliamo sul 3, di nuovo il conducente si dimostra accorto nel gestire la frenata al semaforo rosso di via Verdi e la curva per girare in via Travai. Dal 3 passiamo all'8: qui la storia cambia perché l'autobus è molto affollato, ma chi resta in piedi sono i ragazzi, mentre sedute ci sono le persone anziane. L'autobus frena al semaforo rosso e un ragazzo che non si sta tenendo si sbilancia in avanti quasi cadendo addosso all'amico, che però lo sostiene. A parte questo piccolo episodio, tutti arrivano sani e salvi in piazza Fiera.













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