«Stele, la comunità non è spaccata» 

Femminicidio, le minoranze con Frizzi e contro la giunta: «Posizioni ambigue, c’è chi è rimasto legato alla poltrona»



TENNO. Le dimissioni del primo cittadino di Tenno Gian Luca Frizzi hanno raggiunto la cronaca nazionale rimbalzando su varie testate giornalistiche, tra cui Repubblica e il Corriere della Sera e sui vari telegiornali a partire da Studio Aperto. Non solo, politicamente i ruoli sembrano essersi invertiti, con una maggioranza silente e le minoranze in completo sostegno dell’ormai ex sindaco. Dimissioni che si legano indissolubilmente alla tragedia del luglio scorso e che inevitabilmente hanno riacceso i fari sul piccolo comune altogardesano rievocando l’incredulità e lo spaesamento di quei giorni per l’omicidio suicidio dei due giovani fidanzati Alba Chiara Baroni e Mattia Stanga. Un femminicidio che a distanza di quasi un anno la famiglia Baroni voleva ricordare con una stele o e che Frizzi aveva accettato di mettere. La sua maggioranza si è però spezzata, senza bene sapere cosa dire e come comportarsi. Un atteggiamento che ha portato Frizzi a non riconoscersi più come sindaco di tutti i tennesi.

Nel servizio di Studio Aperto due le interviste ai cittadini che mettono ancor più in mostra come la tragedia sia particolarmente sentita da tutta la comunità. «Ricordare la tragedia - afferma un cittadino - è brutto da tutte e due le parti». E ancora, un’altra compaesana: «La tragedia è stata cosi grave che è difficile dare una risposta». Difficile, ma doveroso, almeno per Frizzi che continua a ribadire la propria posizione anche alle televisioni: «Sono dispiaciuto per tutte e due le famiglie, ma non ho dubbi con chi dovevo stare. Il sindaco - continua - deve stare con chi non ha potuto decidere, e Alba Chiara non ha deciso di morire».

Mentre la maggioranza lunedì prossimo si riunirà per capire come meglio agire il sostegno maggiore all’ex sindaco arriva dalle minoranze che non mancano di sottolineare l’inadeguatezza del comportamento della maggioranza. «Ci piange il cuore vedere la nostra comunità sbattuta su tutte le testate nazionali con l’accusa di essere divisa e di non in grado di installare un simbolo che ricordi Alba Chiara - scrivono i consiglieri di Progetto Tenno, in testa il capogruppo Andrea Cobbe -. Non è la comunità ad essere divisa, ma la giunta con Frizzi favorevole all’installazione e i quattro assessori che navigano nell’ambiguità». L’ultimo atto del sindaco quello di chiedere a ogni consigliere comunale di dare l’assenso o il diniego alla stele. «Ci auguriamo - continuano - che, per coerenza, le firme degli assessori siano sul “non favorevole”, per rispetto di tutti. Mai come in questo momento ci siamo sentiti così vicini a Gian Luca. Peccato che gli unici che avrebbero dovuto fare un passo indietro siano rimasti comodamente ancorati alla poltrona, salendo anche di ruolo come Marocchi».(l.o.)















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