«Non bloccate il traffico tra i passi dolomitici» 

Il Comitato e il protocollo. Le Province verso un’intesa che eviti restrizioni per l’estate E Osvaldo Finazzer incalza: «Non creiamo una ztl ambientale o l’economia delle valli collasserà»


Ezio Danieli


DOLOMITI. Per l’estate non ci saranno restrizioni al traffico sui passi dolomitici: un’intesa di massima è stata raggiunta dagli assessori Tonina e Alfreider rispettivamente per la provincia di Trento e di Bolzano. Dopo l’emergenza Covid e le restrizioni, si è deciso di non porre altri limiti ai movimenti turistici.

E Osvaldo Finazzer, del Comitato per la salvaguardia dei passi dolomitici, è contento, ma non del tutto. Finazzer rappresenta 79 aziende che danno lavoro a 623 persone. Il punto che gli sta a cuore, ora, è il protocollo d’intesa definito da Trento, Bolzano e Belluno per limitare il traffico a motore nei prossimi anni.

Il traffico sui passi va ridotto?

“Si è già ridotto da solo - risponde Finazzer - Negli ultimi anni è calato di almeno il 20%. Così l’inquinamento. La conferma è venuta da uno studio dell’Eurac che ha dichiarato che l’inquinamento causato dal traffico è sotto i limiti di legge e sempre l’Eurac dimostra che l’inquinamento da traffico è maggiore nei fondovalle. In pochissimi anni avremo le automobili elettriche e quindi rumore e inquinamento da scarichi degli autoveicoli svaniranno da soli”.

Si parla di autorizzare il transito sui passi dolomitici del Sellaronda solo alle auto elettriche.

“Siamo tutti d’accordo. Siamo favorevoli che in tutte le quattro valli dolomitiche da Agordo ad Arabba, da Cavalese a Canazei, da Ponte Gardena e da Chiusa a Selva Gardena, da S.Lorenzo di Sebato a Corvara si transiti solo con i veicoli elettrici”.

Per i passi attorno al Sella la proposta delle Province di Trento, Bolzano e Belluno è quella di creare dei parcheggi a valle collegando i passi con un servizio potenziato di pullman. È d’accordo?

“No, perché si bloccherebbe il traffico dei turisti itineranti. Perché i quattro passi, isolati, porterebbero conseguenze sull’economia delle valli che perderebbero identità e proposta turistica dipendendo dall’interscambio di turisti. Non si può nemmeno ridurre il traffico dei residenti con il servizio di trasporto pubblico visto che rappresenta la metà del flusso di traffico”.

Altro obiettivo: potenziare l’uso della bicicletta...

“Valorizzare bici e mountain bike sarà possibile e auspicabile se ci sarà la pista ciclabile. Oggi biciclette e mtb non possono sostituire le auto private”.

E gli impianti a fune?

“Offrono un accesso agevole e sicuro a molti turisti che vogliono raggiungere le vette, ma non possono sostituire neppure loro le auto perché nessuno degli impianti esistenti raggiunge i passi e tanto meno può sostituirsi al servizio di trasporto pubblico. Se si agisce per limitare la mobilità sulle strade, si riduce di conseguenza la clientela nelle valli. La possibilità di collegamento con le valli confinanti è una componente essenziale per la qualità delle proposte di ognuna di esse”.

Resta il fatto che nelle stagioni turistiche le valli sono sempre sovraffollate..

“Il problema non può essere affrontato con provvedimenti ad effetto come la sbrigativa chiusura delle strade sui passi. Bisogna incidere sulle vere cause di degrado e affollamento delle valli turistiche. Il problema è nei fondovalle, bisogna lavorare sulla qualità del prodotto turistico offerto, sui prezzi, sul posizionamento di mercato. Con una ztl ambientale limitata ai passi dolomitici, con la loro chiusura per i veicoli non elettrici in alta stagione e l’introduzione di un pedaggio nei mesi di bassa stagione, i passi saranno accessibili solamente per alcune categorie di persone”.













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