Archeologia

Il monte Phu Khat rivela i suoi segreti: scoperte nuove incisioni

Le incisioni geometriche rinvenute a oltre 1.300 metri svelano l’intreccio tra natura e storia nel santuario di Phu Khat, in Thailandia 



Sulla vetta del monte Phu Khat, la cima più alta dell’omonimo santuario naturale nel nord della Thailandia, i ranger della fauna selvatica e un gruppo di archeologi hanno individuato due nuovi siti archeologici. La scoperta è avvenuta durante i pattugliamenti di routine effettuati tra il 4 e il 6 settembre 2025, quando sono state notate incisioni lineari insolite sulle pareti rocciose di colore bruno-rossastro, segnate da licheni e dall’erosione del tempo.

Le tracce, ribattezzate collettivamente “Pha Pang Puey”, non sembrano fratture naturali: le forme geometriche e astratte indicano invece un’accurata lavorazione umana, in continuità con le tradizioni di pittura rupestre già documentate nella regione. Le incisioni ricordano infatti i petroglifi rinvenuti lo scorso anno nella grotta di Ta Kueng, anch’essa all’interno del santuario, datati a oltre duemila anni fa.

I due siti, distanti circa 300 metri l’uno dall’altro, sorgono a 1.307 metri sul livello del mare nel sottodistretto di Yang Klon, provincia di Phitsanulok, in un’area in cui confluiscono le foreste di Nong Haeng, Hua Pong Singtan e Pang Pueai. Oltre al loro valore culturale, i luoghi offrono scorci spettacolari sulle foreste settentrionali thailandesi, celebri per le albe che illuminano le creste montuose.

Secondo le autorità locali, la scoperta conferma il duplice ruolo del santuario come riserva naturale fondamentale e scrigno di antiche testimonianze. L’area del Phu Khat ha già restituito in passato grotte e iscrizioni legate alle prime comunità umane. Per approfondire le indagini, è stato richiesto il supporto tecnico dell’Ufficio della Sesta Regione del Dipartimento delle Belle Arti di Sukhothai, con la speranza che altri siti siano ancora celati nel fitto della foresta.













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