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Adamello, il ghiacciaio arretra e svela le bombe

Intervento del secondo reggimento genio guastatori della Julia per recuperare i segni lasciati dalla prima guerra mondiale. Coni militari anche la Sat e il museo storico del Trentino

di Daniele Peretti

TRENTO. Prosegue l'opera di bonifica dei residuati bellici ad opera degli specialisti del secondo reggimento genio guastatori della Brigata Alpina “Julia”, hanno recuperato in condizioni ambientali di certo non tra le più agevoli, neutralizzando gli ordigni che affiorano dai ghiacciai dell’Adamello.

Si tratta di manufatti esplosivi del Primo Conflitto Mondiale, che con il ritiro dei ghiacci e lo sfasciarsi delle trincee, si presentano numerosi tra i sentieri più impegnativi, percorsi da alpinisti ed escursionisti esperti.

La sicurezza della popolazione e la salvaguardia dell'ambiente, sono i criteri secondo i quali operano i militari delle Truppe Alpine, che in questi giorni sono intervenuti in quota facendo base al Monumento ai Caduti dell’Adamello.

In sostanza, si tratta di una complessa attività di cooperazione all'interno del comparto di Protezione Civile: impegnati gli istruttori militari di alpinismo e le squadre soccorso alpino militare dei guastatori alpini, oltre agli esperti esplosivisti, in cooperazione con il Corpo Militare della Croce Rossa Italiana, che assicura il supporto sanitario in quota, con il Soccorso Alpino della Guardia di Finanza e Carabinieri, che garantiscono l'ordine e la sicurezza e con il Nucleo Elicotteri della Provincia Autonoma di Trento. Si segnala la partecipazione straordinaria anche della Società Alpinistica Tridentina e del Museo Storico del Trentino.

Sull’Adamello si contrapponevano i fronti durante la Prima Guerra Mondiale e tra i ghiacci, ma anche in alcune profondità sono ancora presenti ordigni bellici.