Il caso

Elicottero in volo sul Bondone per portare la neve: possibile multa per mancanza di autorizzazioni

Un’interrogazione di Coppola (Alleanza Verdi e Sinistra) chiede chiarimenti sull’episodio: "Mi è giunta l’informazione che l’operazione potrebbe non essere stata autorizzata dagli enti competenti e che sarebbe stata oggetto di una sanzione amministrativa». La Provincia chiamata a rispondere su regole e controlli futuri

 



TRENTO. L’uso dell’elicottero per trasportare neve artificiale sulla pista Palon del Monte Bondone finisce al centro di un’interrogazione provinciale. A sollevare il caso è Lucia Coppola, consigliera provinciale di Alleanza Verdi e Sinistra, che ricostruisce l’operazione effettuata il 5 dicembre 2025 dalla Società Trento Funivie: «E' stato utilizzato un elicottero per trasportare neve artificiale sulla parte alta della pista Palon, in un’area situata oltre i 1600 metri di quota, dove la neve naturale era praticamente assente». Un intervento che, secondo la consigliera, avrebbe avuto «un impatto significativo sull’ambiente, con l’emissione di almeno una tonnellata e mezzo di CO₂ nell’atmosfera».

Nel testo depositato in Consiglio, Coppola richiama anche la comunicazione pubblica della società: «La Società Trento Funivie aveva recentemente promosso sui propri canali social il proprio impegno per un approccio autentico e responsabile alla montagna», messaggio che «appare in contrasto con l’utilizzo di mezzi ad alto impatto energetico e ambientale come l’elicottero». La vicenda, sottolinea, «è apparsa anche su media nazionali e internazionali proprio perché veicolava un’immagine distorta della montagna e del modello di sviluppo turistico».

L’interrogazione entra nel merito normativo citando la Legge provinciale 12 agosto 1996, n. 5: «Disciplina la tutela dell’ambiente in relazione all’esercizio degli aeromobili e prevede specifiche limitazioni e autorizzazioni per i voli in ambiente montano». Coppola riferisce inoltre: «Mi è giunta l’informazione che l’operazione in questione potrebbe non essere stata autorizzata dagli enti competenti» e che, «proprio per tale ragione, sarebbe stata oggetto di una sanzione amministrativa».

Da qui le domande al presidente della Provincia autonoma di Trento: se l’operazione «fosse stata autorizzata», «da chi e sulla base di quali presupposti normativi»; se «siano state comminate sanzioni amministrative»; e se la Provincia «intenda adottare misure più severe e puntuali». «L’importanza del turismo per l’economia trentina non può eliminare qualsiasi limite del rispetto del territorio», conclude Coppola, auspicando «che la risposta possa chiarire i legittimi dubbi della cittadinanza».













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