normative

Rapporti intimi in carcere, concessi fino a 2 ore e con la porta non chiusa

Linee guida del Dap, trasmesse ai direttori degli istituti penitenziari: ammesso il coniuge o convivente

ROMA


ROMA. I colloqui intimi in carcere saranno concessi nello stesso numero di quelli visivi fruiti mensilmente e avranno durata massima di due ore. Ad usufruirne potranno essere soltanto il coniuge o la persona stabilmente convivente. Lo indicano le linee guida firmate oggi dal capo del Dap Lina Di Domenico e trasmesse ai direttori degli istituti penitenziari.

La camera degli incontri, arredata con un letto e annessi servizi igienici e senza la possibilità di chiusura dall'interno, sarà sorvegliata soltanto all'esterno da personale di Polizia penitenziaria adeguatamente equipaggiato per il controllo dei detenuti e delle persone ammesse ai colloqui intimi nonché per l'ispezione del locale prima e dopo l'incontro.













Ambiente&Percorsi

SALUTE

Influenza, in Trentino scatta la campagna di vaccinazione

È possibile rivolgersi ai centri Asuit, al proprio medico o pediatra di famiglia oppure alle farmacie del territorio. «Si tratta della strategia più efficace per prevenire una malattia che ogni anno in Italia provoca circa 8 mila decessi». Servizio gratuito per gli over 60 ma anche per tutte le persone più esposte al rischio di contagio o di complicanze, importante farla presto per essere protetti nei mesi di picco influenzale

FOTOGRAFIA

È italiano il vincitore del Wildlife Photographer of the Year

Un'elefantessa che trasporta il corpo senza vita del suo cucciolo attraverso un fiume in secca: è grazie a questa immagine straziante, resa ancora più drammatica dal bianco e nero, che il fotografo naturalista italiano Federico Veronesi è il vincitore assoluto del premio

Primo piano

SALUTE

«M come menopausa», una nuova grammatica che aiuta le donne

Un cambio di prospettiva e molte informazioni utili, fra divulgazione e rigore scientifico, nel recente volume scritto dalla giornalista di SkyTg24 Raffaella Cesaroni e da Annamaria Colao, prof ordinario di endocrinologia alla Federico II di Napoli. «È un libro sulle donne, sul tempo che passa, sul diritto alla salute e sulla libertà di vivere ogni età con dignità, conoscenza e pienezza»