TRENTO

Alessandro Haber in scena al Sociale con “La coscienza di Zeno”

Da giovedì 12 a domenica 15 febbraio, per la stagione del Santa Chiara, l'adattamento del celebre romanzo di Italo Svevo, per la regia di Paolo Valeri, in una produzione del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia



Appuntamento con il calendario della stagione del teatro Sociale programmata dal centro servizi culturali Santa Chiara di Trento, che da giovedì 12 a domenica 15 febbraio ospiterà La Coscienza di Zeno, di Italo Svevo per la regia di Paolo Valerio e con protagonista Alessandro Haber.

Orari: giovedì e venerdì ore 20.30, sabato ore 18, domenica ore 16.

Una produzione firmata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e Goldenart Production in occasione del centenario dalla pubblicazione del capolavoro sveviano.

Varata in occasione dei cent’anni dalla pubblicazione del romanzo, la produzione de La coscienza di Zeno ha debuttato con successo a Trieste - città di Svevo - a ottobre 2023 e riprende per il terzo anno consecutivo il tour nella stagione 2025-2026.

L’operazione è firmata dal Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia e da Goldenart Production, ed è inserita in un ampio progetto di Paolo Valerio, direttore dello Stabile, volto alla valorizzazione dei giacimenti culturali di Trieste e del suo territorio che ha ispirato nel Novecento scrittori fondamentali e antesignani nella letteratura europea.

Lo spettacolo scaturisce dal lavoro di una compagnia meticolosamente orchestrata - la compongono oltre ad Alessandro Haber, Alberto Fasoli, Valentina Violo, Alessandro Dinuzzi, Ester Galazzi, Emanuele Fortunati, Francesco Godina, Federica Di Cesare, Stefania Ugomari Di Blas, Chiara Pellegrin, Giovanni Schiavo - e da uno stimolante intrecciarsi di dimensioni e linguaggi scenici: con Paolo Valerio collaborano Marta Crisolini Malatesta per la scena e i costumi, Gigi Saccomandi per le luci, Alessandro Papa per i video e Oragravity per le musiche.

Lo spettacolo restituisce l’affascinante complessità del milieu in cui Svevo concepisce e ambienta il romanzo e ne illumina i nodi fondamentali e potentemente antesignani attraverso l’inedito adattamento, nato dalla collaborazione fra Paolo Valerio e Monica Codena.

Hanno lavorato attentamente sull’innovativa scrittura sveviana su interessanti scelte di messinscena e su un protagonista fuori da ogni cliché come Alessandro Haber.

Sarà lui a coniugare la profondità e l’ironia surreale di Zeno Cosini, a tratteggiarne complessità e fragilità, senso d’inadeguatezza e successi, autoassoluzione e sensi di colpa, la nevrosi e quell’incapacità di sentirsi “in sintonia” con la società, che lo porteranno sul lettino del Dottor S e alla scrittura del diario psicanalitico… Aspetti che si rispecchiano potentemente nelle contraddizioni dell’uomo contemporaneo, e lo rendono un personaggio attuale e teatralissimo nella sua surrealtà, nei suoi divertenti lapsus e ostinazioni, nelle sue intuizioni che ancora ci scuotono.

Paolo Valerio concretizza sulla scena la fascinazione dell’analisi che il protagonista fa della propria esistenza e del suo mondo interiore, sdoppiando il personaggio di Zeno e rendendo così quasi tangibile il dialogo che egli ha con sé stesso, il confronto con la sua “coscienza”, lo sguardo partecipe e allo stesso tempo scettico che pone sui ricordi e gli eventi della sua vita.

Spiega il regista Paolo Valerio nelle note di regia: «Come scrive Giorgio Strehler, La coscienza di Zeno è una pietra nel cuore di tutti i triestini e per me è una sfida davvero particolare. Ho affrontato questo lavoro privilegiando fortemente la narrazione di Svevo: ho voluto racchiudere in questa esperienza teatrale alcune pagine che trovo straordinarie, indimenticabili, costruendo un altro Zeno accanto all’Io narrante. Quindi Zeno - interpretato da Alessandro Haber - si racconta e si rivive attraverso il corpo di un altro attore. Zeno ci rivela l’inciampo, l’umanità… E anche il personaggio di Alessandro Haber s’intreccia a questa inettitudine e talvolta, durante lo spettacolo, si sovrappone l’uomo all’attore, per sottolineare “l’originalità della vita”.

Zeno ci appartiene, racconta di noi, della nostra fragilità, della nostra ingannevole coscienza, della voce che ci parla e che nessuno sente e che ci suggerisce la vita.

Attraverso l’occhio scrutatore del Dottor S. ho cercato di restituire la dimensione surreale, ironica e talvolta bugiarda di Zeno, immersa nell’atmosfera della sua Trieste e di tutti gli straordinari personaggi che la vivono.

Un immaginario il cui respiro cerebrale dialoga con il mondo dell’arte, con la psicoanalisi e dove ho cercato di rendere con forza la dialettica fra “esterno e interno” nella spietata analisi che Zeno fa della propria esistenza, lasciando costantemente aperta una finestra sul proprio mondo interiore.

Grazie a tutti gli attori, ai collaboratori e grazie alla passione di Alessandro Haber, il nostro spettacolo vorrebbe essere proprio così, come dice Zeno Cosini: "!La vita non è né bella né brutta, ma è originale. La vita mi pareva tanto nuova come se l’avessi vista per la prima volta con i suoi corpi gassosi fluidi e solidi.

Se la raccontassimo a qualcuno che non ci fosse abituato rimarrebbe senza fiato dinanzi all’enorme costruzione priva di scopo. Mi avrebbe domandato: ma come l’avete sopportata? E dopo essersi informato di ogni singolo dettaglio, da quei corpi celesti appesi lassù perché si vedano ma non si tocchino, fino al mistero che circonda la morte, avrebbe certamente esclamato: Molto originale!"».

Foyer del teatro

Settimo appuntamento con i Foyer del mteatro, gli approfondimenti con i protagonisti della Stagione 25-26, proposti in collaborazione con l’Università di Trento – Dipartimento di Lettere e Filosofia e la Fondazione Museo storico del Trentino.

Per questo nuovo incontro in calendario, previsto al Sociale venerdì 13 febbraio alle 17.30, il prof. Massimo Rizzante (Università di Trento) incontrerà il cast dello spettacolo. Ingresso gratuito.

Biglietti acquistabili online ed alle casse del Santa Chiara. C. L.













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FABIO GAVA