mostra

Sguardi sull'immaginario alpino con gli archivi fotografici Alinari

A Trento la fondazione Museo storico, ospita da oggi, giovedì 11 dicembre, alle Gallerie di Piedicastello, un affascinante percorso storico che racconta l'arco montuoso come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale



La fondazione Museo storico del Trentino, in collaborazione con la fondazione Alinari per la fotografia, propone oggi, giovedì 11 dicembre alle ore 18, l’inaugurazione della mostra “Immaginario alpino. Escursioni fotografiche negli Archivi Alinari”. Si tratta di una mostra di fotografia storica che racconta le Alpi come spazio di vita, tra antropologia visiva e paesaggio culturale.

Dalle immagini emergono, spesso per la prima volta, paesaggi umani fatti di transiti, resistenze e memorie. Un ritratto dello spazio alpino dove si confondono passato e presente, terre alte e fondovalle, sguardi e pratiche, stereotipi e frammenti di realtà. Per la prima volta alle Gallerie circa cento immagini provenienti dal prestigioso archivio fiorentino suddivise in cinque sezioni.

La prima è dedicata proprio ai fratelli Alinari e mostra una serie di immagini suggestive delle Alpi lombarde che risalgono alla seconda metà dell’Ottocento, quando l’alpinismo era un’impresa eroica e la fotografia un’attività laboriosa e complessa. Nella sezione “Alpi a colori” sono esposte le diapositive colorate a mano di Giorgio Roster e le autocromie di Henrie Chouanard.

Altra sezione dedicata è “La strada delle Dolomiti” dove l’obiettivo di Herbert (Erberto) Rüedi ci accompagna nel percorso che da Bolzano arriva a Dobbiaco.

“Visioni plurali” costruisce un racconto a sé raccogliendo in un’unica sezione  le immagini di diversi fotografi (tra cui Fosco Maraini, Vittorio Sella e perfino re Vittorio Emanuele III), in dialogo tra loro al fine di  costruire un immaginario visivo delle sospeso tra simboli e stereotipi, attraverso le diverse tecniche fotografiche e i tanti sguardi d’autore qui esposti.

Lungo l’allestimento si trovano infine le gigantografie provenienti dalle fotografie conservate nel Fondo Sacco: panorami “informi” che, ripresi dall’alto, perdono il loro contesto, disorientando la vista.

Una mostra a cura di Muriel Prandato in collaborazione con Giulia Donini, Roberta Tait e Sara Zanatta, Concept dell’allestimento e progetto grafico: Alessio Periotto.

Orario di apertura: da martedì a domenica, ore 10-18, lunedì chiuso. Chiuso il 25 dicembre, 1° gennaio aperto, ore 14-18, aperto durante le altre festività, salvo diversa indicazione. Ingresso libero. C. L.













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