Pergolese, vendemmia in stile medievale e pigiatura a piedi nudi
La rievocazione è tornata sabato scorso, in un vigneto dell’azienda Marco e Stefano Pisoni: ha riproposto la situazione economica e sociale della fine del tredicesimo secolo, sullo sfondo di una riproduzione fedele dell'affresco del maestro Venceslao (ottobre e la vendemmia) che fa parte del celebre Ciclo dei mesi di Torre Aquila
VENDEMMIA Produzione in aumento e qualità delle uve oltre le attese
Il dipinto del maestro Venceslao che si trova a Trento a Torre Aquila ha fatto da sfondo alla vendemmia di un vigneto dell’azienda Marco e Stefano Pisoni di Pergolese adiacente alla casa d’abitazione, in valle dei Laghi.
La cerimonia della vendemmia è stata qui rievocata sabato scorso, 13 settembre. La vendemmia ha riproposto fedelmente la situazione economica e sociale della fine del tredicesimo secolo, quando era occasione di svago per le classi nobili e di duro lavoro dei contadini impegnati in campagna secondo l’alternarsi delle stagioni.
Il vigneto era stato piantato come una fedele ricostruzione di com’erano i vigneti verso la fine del 1300 e nel secolo successivo. Quindi niente uso di filo di ferro e di plastica, ma viti messe a dimora e coltivate con il solo sostegno di un palo di legno.
Si tratta di un’uva a bacca bianca di una varietà resistente alle malattie crittogamiche: peronospora e oidio, per cui i trattamenti effettuati con il rame e zolfo sono stati quasi a zero.
La pratica rivissuta della vendemmia, sabato scorso, è stata un rito al quale hanno partecipato un ristretto numero di affezionati clienti ed amici.
Grande maestro dell’evento l’unico dei tre cugini ancora in vita, Arrigo che all’età di 92 anni, è ancora molto attivo. I cugini Luigi e Vittorio infatti sono venuti a mancare da diversi anni.
La vendemmia come si faceva nel Tardo Medioevo è stata qui rievocata sabato scorso, 13 settembre,a Pergolese. In un vigneto dell’azienda Marco e Stefano Pisoni è stato ricostrruito il clima della fine del tredicesimo secolo e si sono vissuti i vari momenti (raccolta, pigiatura, torchiatura fino all'assaggio del nettare) di un'attività che all'epoca era uno svago per i nobili ma duro lavoro per i contadini
Dalla vendemmia al nettare, come si faceva nel Tardo Medioevo: rievocazione in valle dei Laghi
Dopo la vendemmia, l’uva posta in antichi cassonetti, con il carro trainato dal cavallo di famiglia è stata trasportata nel piazzale per la pigiatura (fatta rigorosamente con i piedi), coinvolgendo un pubblico divertito.
Quindi l'uva è stata messa in un torchio manuale ricostruito con molta pazienza e maestria dagli artigiani locali con l’aiuto dei due cugini, Marco e Stefano, con la supervisione del grande maestro Arrigo e di don Scoz, amico di famiglia, come riproduzione puntuale di quello dipinto a Torre Aquila.
Dopo la torchiatura a mano, la cerimonia dell’assaggio del dolcissimo nettare prodotto. Tutti hanno potuto gustare questo eccezionale nettare dolce e profumato.
Questo rito che nell’azienda Pisoni si ripete da diversi anni, è stato poi ripreso anche in altre zone italiane da realtà produttrici di vino, come nella vicina Valpolicella (Verona).
[Nella foto qui sotto, il mese di ottobre con la vendemmia rappresentato sulle pareti di Torre Aquila del Castello del Buonconsiglio nei celebri affreschi del Ciclo dei mesi, attribuito al boemo maestro Venceslao (la cui presenza a Trento nel 1397 è stata accertata) e datato tra la fine del Trecento e l'inizio del Quattrocento, foto Wikipedia/pubblico dominio].