Libro

Arriva "Lotte pelomatto", la marmotta ribelle amica di una vipera

Iperborea ha tradotto il volume illustrato della nota autrice finlandese Lena Frölander-Ulf, edito nella collana per l'infanzia I Miniborei. Intanto in Primiero prosegue la mostra "Marmota marmota", un percorso alla scoperta del roditore allestito dal Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino



È in libreria dal 17 settembre, a cura della casa editrice milanese Iperborea, un bel libro illustrato che narra le gesta di una marmotta ribelle, Lotte, o meglio, come recita il titolo "Lotte pelomatto". Si tratta di una nuova proposta della collana I Miniborei del noto editore indipendente impegnato a far conoscere la letteratura dell'area nord-europea in Italia. I Miniborei comprendono narrativa e libri illustrati per l’infanzia (4-14 anni) da tutta l’area nordica.

In questo caso il libro (224 pagine, 26,50 euro) è firmato dalla nota autrice finlandese di madre lingua svedese Lena Frölander-Ulf (testo e illustrazioni) ed è stato tradotto da Laura Cangemi (prima edizione di Förlaget M, uscita a Helsinki nel 2022).

"Lotte pelomatto" è consigliato dagli otto anni e si tratta - scrive l'editore -di una storia epica nella natura, ricca di suspense e humour, su una giovane marmotta ribelle e la sua rivoluzionaria amicizia con una vipera.

Ecco come viene presentato: «Ribelle, curiosa, ostinata, un po’ egoista ma sempre leale, Lotte appartiene a una colonia di marmotte che vive in una pietraia accanto alla foresta, in un brulicante matriarcato, tenuta in pugno dalle tiranniche vipere, comandate dal generale Codanera.

Lotte ha un amico inseparabile, Pigno, che è un po’ il suo opposto, prudente e riflessivo, abituato a tirarla fuori dai guai. Ma un giorno si ritrova davanti Zigzag, il figlio di Codanera, che è scappato rifiutando le leggi crudeli del suo clan e ora ha bisogno di aiuto.

Unendosi a Lotte in una rivoluzionaria amicizia, il serpentello le svela un segreto che le vipere si tramandano: c’è stato un tempo in cui le marmotte erano libere e senza paura e tra gli abitanti della pietraia regnava la pace.

Allora non è scontato che siano le vipere a comandare? Le marmotte possono liberarsi? Ma come? Lasciatevi travolgere dall’energia di Lotte pelomatto e dei suoi due amici Pigno e Zigzag in un’emozionante saga epica nella natura che parla di inclusione e solidarietà, di giustizia e potere, alla scoperta del mondo misterioso della pietraia, che forse può aiutarci a capire un po’ anche il nostro».

Scrittrice e illustratrice, Lena Frölander-Ulf (qui in una foto tratta dal suo profilo instagram) vive a Helsinki e scrive sia in svedese che in finlandese. È autrice di numerosi albi e romanzi illustrati per ragazzi, più volte nominati al Finlandia Junior Award e al Runeberg Junior, i premi più prestigiosi del suo paese.

PROLOGO DI LOTTE PELOMATTO

[dal sito dell'editore Iperborea, per gentile concessione]

A VOLTE VIENE MANGIATO QUALCUNO. È COSÌ E BASTA.

Un’aquila affamata plana lentamente sulla foresta.

Aspetta da tempo che le bestiole escano dal letargo invernale, assonnate e facili da artigliare. A questo punto della primavera sono di una magrezza ridicola, pensa l’aquila, ma anche la carne secca e dura è meglio di niente. Al pensiero dell’inverno appena passato, quando il mondo era coperto di neve e tutti soffrivano la fame, si lascia scappare un sospiro.

Laggiù! L’aquila vede una preda promettente in una radura soleggiata. Roteando in aria, punta verso il basso gli occhi dalla vista acuta. Che strano posto, pensa. Uno spazio aperto fatto di sole pietre nel bel mezzo della foresta. Ciottoli piccoli e tondi, sassi e veri e propri macigni. Come un lago, o uno stagno silvestre, pieno di pietre invece che d’acqua. Chi mai vorrebbe viverci? L’aquila affila lo sguardo per studiare meglio il potenziale bocconcino.

Che strano animaletto, pensa. Con un ciuffo di peli scompigliati e poco invitanti sulla testa. Al pensiero del prurito che le farebbe venire in gola quel cespuglio secco scendendo nello stomaco, l’aquila tossisce.

In compenso il corpo sembra rotondetto e appetitoso.

Dev’essere una marmotta. L’aquila sente l’acquolina nel becco. Mmh, che delizia! pensa, e si lancia in picchiata.

Il fallimento della manovra risulta chiaro dal primo istante. L’aquila vede la propria ombra stagliarsi sulla radura come un enorme segnale di pericolo. La

marmottina sfreccia sotto un masso e lei vira di colpo, schiocca irritata il becco e agita le grandi ali. Con lo stomaco che urla per la delusione, prosegue il suo volo.

A volte non si viene mangiati. A volte uno è sazio e soddisfatto mentre l’altro si tiene la fame. La foresta ha una giustizia tutta sua. Sia per le piante che

per gli animali la vita consiste nel mangiare e sopravvivere. Oppure no. Chi non sopravvive diventa nutrimento per morbidi muschi e nuove piantine

che spuntano dalla terra e rivolgono i petali al sole.

Alcuni sono amici e altri nemici, ma non per odio: per fame. Tutto e tutti sono cibo per qualcuno. La giustizia della foresta funziona da centinaia di migliaia di anni e continua a funzionare nel suo modo inesorabile.

Finché nessuno si prende più del necessario.

Finché nessuno turba l’equilibrio.

Intanto in Primiero prosegue fino al 30 settembre la mostra "Marmota marmota.

La vita movimentata delle marmotte in alta quota", allestita dal Parco naturale Paneveggio Pale di San Martino, nel fienile di Villa Welsperg (orario dalle 9 alle 17). Villa Welsperg è situata in val Canali, vicino al laghetto omonimo, ed è uno dei centri visitatori del Parco.

Da diversi anni l’ente Parco ha avviato un progetto di monitoraggio a medio termine relativo alla marmotta alpina che ha permesso di raccogliere una notevole mole di dati e di scoprire quanto la marmotta sia un animale altamente sociale.

La mostra racconta attraverso gli occhi di “Primo”, una marmotta della Busa bèla, la vita di questi simpatici animali dal momento del risveglio a quello del rientro in letargo, approfondendo di volta in volta i relativi aspetti scientifici.

Il Parco da anni è impegnato in uno studio dei fattori che influenzano la demografia delle popolazioni di marmotta alpina (Marmota marmota) all’interno dell’area protetta.

Avviato nel corso del 2019, il monitoraggio a medio termine relativo a questa specie, è finalizzato alla messa a punto di metodi per la definizione della consistenza e densità di popolazione, con studio dei principali fattori che possono influenzare la demografia delle popolazioni anche in relazione ai cambiamenti climatici. Lo studio rientra in un progetto più ampio che vede come capofila il Parco Nazionale dello Stelvio.

La marmotta alpina è ben diffusa nell’area del Parco dove costituisce un elemento faunistico di particolare rilievo, facilmente percepibile dai visitatori e caratterizzante gli ambienti alpini.

Nel Parco occupa soprattutto le praterie alpine tra i 1900 e i 2600 di altezza: è distribuita soprattutto sulla Catena Lusia-Bocche-Juribrutto, nell’area Val Venegia-Rolle-Malga Fosse, sulla Catena del Lagorai e sul Massiccio Tognola-Cima d’Arzon, dove sono presenti sia colonie numerose che nuclei isolati. Altre colonie, più localizzate, si trovano in Val Canali, a Sora Ronz e nella zona della Pala Monda-Col Verde.

Complessivamente si stima la presenza di 200-230 nuclei famigliari e di 1200-1500 esemplari.

Lo studio è stato condotto attraverso la cattura degli animali con apposite trappole a scatto.

Le attività svolte nel triennio 2019-2021 hanno permesso di raggiungere buona parte degli obiettivi fissati dal progetto di ricerca, in particolare: la cattura e il marcaggio tramite marche auricolari e microchip sottocutanei, di esemplari di marmotta; la ricattura di tali soggetti e l’applicazione di modelli di cattura-marcatura-ricattura; la stima dell’abbondanza e della densità della popolazione campione; la valutazione dei parametri riproduttivi; la sperimentazione contemporanea di differenti metodologie speditive, ma al contempo robuste, di stima della consistenza; la raccolta di materiale organico per indagini parassitologiche; la raccolta di campioni biologici per analisi genetiche.













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