IL CASO

Violenza sessuale a Bolzano. La ragazzina ancora sotto shock, c’è un nuovo teste

Indagini sempre difficili. Per ora la speranza è legata al Dna. Quando la vittima sarà in grado di parlare si arriverà all’identikit

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BOLZANO. C’è una terza persona che lunedì pomeriggio nell’immediatezza dell’aggressione e dello stupro della studentessa bolzanina di 15 anni, avrebbe visto i due aggressori allontanarsi di corsa dalla zona del ponte giallo lungo la pista ciclabile.

Si tratta di un uomo che ieri è stato sentito dagli inquirenti per un ulteriore riscontro di quanto sino a questo momento ricostruito. E’ stato confermato che la ragazzina, in stato confusionale e sotto shock, ha subito indicato i suoi aggressori in due ragazzi di colore che avrebbero colpito in maniera coordinata e preordinata. 

Per il momento gli inquirenti stanno accelerando molto sul fronte scientifico delle indagini. Le nuove tecniche di investigazione, basate sulla individuazione del Dna della persona ricercata con continui raffronti, offrono possibilità concrete di arrivare all’individuazione dei responsabili.

Tra qualche giorno gli inquirenti potrebbero avere a disposizione anche un identikit attendibile delle due persone ricercate. Serve però tempo perchè magistratura e polizia stanno attendendo che le condizioni della studentessa migliorino sotto il profilo psicologico. Sino ad oggi, infatti, gli esperti hanno ritenuto che l’adolescente non sia in grado di reggere ad una ricostruzione dettagliata dell’incubo in cui è precipitata.













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