FAKE NEWS

Vicequestore di Bolzano perseguitata dagli haters

Migliaia di condivisioni di una notizia falsificata su Facebook: insulti a minacce alla funzionaria di polizia Cinzia Cellucci


Paolo Tagliente


BOLZANO. Hanno estrapolato una frase pronunciata cinque anni fa, nel corso di una conferenza stampa, e pubblicata dall’Alto Adige, l’hanno modificata e poi messa in rete, con il chiaro scopo di dare il via ad un vero linciaggio mediatico.

Il bersaglio degli haters, gli “odiatori” del web pronti a gettarsi sulla preda di turno come un branco di piranha, è stata in questa occasione Cinzia Cellucci, funzionario della questura di Bolzano (da qualche settimana in servizio a Roma).

Il linciaggio è cominciato la scorsa settimana e ha avuto origine dalle parole pronunciate nel lontano 2013 da Cellucci quando dirigeva il commissariato di Merano. Qualcuno, per ora ignoto, s’è preso la briga di prendere l’articolo pubblicato allora dall’Alto Adige, ha estrapolato una frase da un discorso assai più articolato, ha tolto la parola “furto”, l’ha sostituita con “stupro”, ha preparato un post con la foto della dirigente (anche quella presa dal nostro giornale) e poi l’ha dato in pasto ai piranha.

Et voilà, il massacro è iniziato. Nella dichiarazione manipolata, il funzionario di polizia, fornendo consigli su come reagire di fronte ad un tentativo di stupro, avrebbe detto che l' unico consiglio è mantenere la calma e di chiamare subito le forze di polizia. Parlando poi della possibilità di usare lo spray urticante per difendersi, nella fake news la vicequestore spiegava che «è un sistema di difesa, ma può anche risultare controproducente: si rischia infatti di passare dalla ragione al torto nel caso il malvivente possa riportare dei danni».

Apriti cielo. In poche ore, non solo su Cinzia Cellucci, ma anche sui suoi familiari, è piovuto ogni tipo di insulto, corredato da auguri il cui tenore fa a dir poco accapponare la pelle.

Dal canto suo, la dottoressa Cellucci non vuole in alcun modo commentare quanto sta accadendo, ma è facile immaginare come possa sentirsi un funzionario di polizia con un curriculum prestigioso e alle spalle anni di onorata carriera che, all’improvviso, scopre di essere diventato il bersaglio di un vero e proprio esercito di mentecatti. E il fatto che il funzionario in questione sia donna e che gran parte degli insulti e delle minacce abbiano contenuti sessisti costituisce senza dubbio un’aggravante. Ma come è accaduto nel recente passato in casi simili, gli haters non sono affatto nelle condizioni di dormire sonni tranquilli. La denuncia alla Polizia postale, infatti, è già inoltrata e gli esperti informatici avrebbero già raccolto parecchio materiale con lo scopo di risalire agli autori della notizia falsa e inchiodarli alle loro responsabilità.













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