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Variante Delta, focolai in 7 regioni: 28 sequenze arrivano dal Trentino Alto Adige

Sono quasi il 50 per cento di quelle trovate fra le 1.705 che sono state depositate in una settimana alla banca dati Gisaid


di Enrica Battifoglia


ROMA. Sono raddoppiate nell'arco di un mese le infezioni provocate dalla variante Delta del virus SarsCoV2 e focolai sono presenti in almeno sette regioni: dal Trentino Alto Adige alla Puglia, fino alla Sardegna.

Non sono noti i numeri reali della circolazione di questa variante, la B.1.617.2 o indiana nella vecchia terminologia, in quanto le sequenze genetiche fatte in Italia sono poche, ma quelle depositate nella banca dati internazionale Gisaid, e analizzate dal Gruppo di Bioinformatica del centro Ceinge-Biotecnologie avanzate diretto da Giovanni Paolella, indicano già che dal 15 maggio al 16 giugno le sequenze della variante Delta del virus SarsCoV2 in Italia è aumentata dall'1,8% al 3,4%.

Nel frattempo gli esperti osservano che ottenere le sequenze genetiche è fondamentale per avere un quadro fedele della circolazione della variante.

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I numeri delle sequenze depositate nella banca Gisaid sono infatti solo indicativi: "inevitabilmente, non possono rappresentare l'esatta diffusione del virus sul territorio", osservano Rossella Tufano e Angelo Boccia, che sono fra gli autori della ricerca fatta dal Ceinge.

Quello che emerge è che le sequenze depositate dall'Italia dal 15 maggio al 16 giugno risultano essere complessivamente 1.705 e di queste 58 corrispondono alla variante Delta.

"Attualmente - osservano i ricercatori - la variante maggiormente rappresentata è la B.1.1.7 (variante Alfa)", alla quale corrispondono 1.351 delle sequenze totali depositate dall'Italia (circa il 79%). Delle 58 sequenze della variante Delta 28 arrivano dal Trentino-Alto Adige (48,3%), 17 dalla Puglia (29,3%), 3 dalla Campania (5.2%), 2 dal Veneto (3.4%) e 1 rispettivamente da Emilia-Romagna, Lombardia e Lazio (1.7%).

A queste si potrebbe aggiungere il caso recente della Sardegna, dove si sospetta che la variante Delta sia all'origine del focolaio di 22 persone partito dalla troupe della produzione Disney al lavoro nel Nord della regione per girare La Sirenetta e che ha fatto scattare il coprifuoco a Trinità d'Agultu.

Mentre a livello nazionale frenano la loro discesa sia la curva dei decessi sia quella degli ingressi giornalieri nelle unità di terapia intensiva, in alcune province "si nota una tendenza dell'incidenza dei positivi al SarsCoV2 compatibile con la presenza di focolai circoscritti, mentre in altre è tuttora presente un trend di aumento", indicano le analisi dei dati dell'epidemia di Covid-19 in Italia condotte dal matematico Giovanni Sebastiani, dell'Istituto per le Applicazioni del Calcolo 'Mauro Picone' del Consiglio Nazionale delle Ricerche (Cnr-Iac).

"Plausibile - osserva - che questi fenomeni a livello provinciale siano in relazione alla diffusione della cosiddetta variante Delta, ma non ci sono dati quantitativi al riguardo".

È d'accordo il genetista Massimo Zollo, dell'Università Federico II di Napoli e coordinatore della Task force Covid-19 del Ceinge, per il quale "il numero limitato delle sequenze finora ottenute in Italia indica già un aumento della diffusione, ma è molto probabile che il numero reale dei casi di infezione dovuti a questa variante sia più grande".

È fondamentale un programma di sequenziamento anche per Gianguglielmo Zehender ordinario di Igiene dell'Università Statale di Milano: "La variante Delta è ancora relativamente rara in Italia, ma è fortemente a rischio di diffondersi e potrebbe diventare la variante dominante in prossimo futuro". 













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